Fashion

Il nuovo capitolo di Gucci Garden

Nella boutique arrivano prodotti in esclusiva con grafiche di Livia Carpenzano e un nuovo look per la galleria
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Ed è sempre più “Guccification” . La rivoluzione estetica di Alessandro Michele continua anche durante della novantaseiesima edizione di Pitti Uomo. In questi giorni la galleria Gucci cambia pelle secondo un nuovo allestimento dei pezzi d’archivio della maison, oggetti e manufatti, memoir personali del Direttore Creativo e gli spazi, i cui allestimenti sono curati da Maria Luisa Frisa, prendono il nome di Dètournement, Bagology, Cosmorama, Ouroboros, Cosmic Colors, Jardin d'Hiver. L’alfabeto di Gucci viene smontato e rimontato, l’artista giapponese Yuko Higuchi ha creato l’immagine di una creatura imponente, che incorpora molti dei motivi della Maison: quali il nastro Web verde e rosso, Kingsnake, Tiger e la doppia G intrecciata, oltre a fiori e insetti che contribuiscono a dare la sensazione di un vero e proprio giardino. Focus sugli anni Settanta con i lunghi abiti da sera scivolati in seta logata, messi a confronto con i caftano e i kimoni disegnati da Alessandro, e poi il giacchino per Elton John, gli iconici jeans piumati e una sezione dedicata ai bauli da viaggio, che raccontano la storia del ‘jet set’ e dell’arte del viaggio di cui Gucci è sempre stato un emblema, prima ancora dell’avvento degli aerei. Un lungo abito nero con un serpente che serpeggia lungo il corpo, dove l’esoterico e le stampe botaniche sono la foundation nell’heritage Gucci, porta alla contemporanea interpretazione dell’iconico motivo Flora. E sempre dal rapporto natura-animali-uomo, nasce anche la collezione esclusiva creata con le illustrazioni dell’artista Livia Carpenzano, conosciuta anche per i suoi lavori di graphic design. L’ispirazione per i pezzi viene dalla sua esplorazione delle Metamorfosi di Ovidio e ai suoi bozzetti per un progetto. Tratti idiosincratici e sconcertanti, nati come risposta dell’artista al testo classico: «Mentre leggevo, una spirale a forma di chiocciola si andava formando nella mia mente attorno alla descrizione delle foreste e al simbolismo delle bestie», spiega Carpenzano. «Disegnare queste “piccole cose” è stata l’estensione naturale di quell’esperienza.» Gucci crede nella flessibilità e nella libertà dalle restrizioni convenzionali, il che permette l’inclusione di riferimenti ad altre storie culturali, non come semplice omaggio, ma piuttosto come una citazione attraverso la quale la Maison crea nuovi significati. 

L'allestimento

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