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Silk Mix

Sembra un negozio di vinili, ma in realtà il pop up di Hermès a Brera è uno showcase delle stampe protagoniste di carré e cravatte maschili
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Dal 15 al 24 Novembre un effimero negozio di vinili, all’angolo tra via Madonnina e via Formentini, a Brera, riunisce 321 modelli e 72 motivi di carré maschili e 125 modelli e 26 motivi di cravatte Hermès. Lo si realizza appena si inizia a frugare negli scomparti dei dischi: invece che vecchie hit, le cover riproducono stampe della Maison. «Con Véronique (Nichanian , direttore artistico dell’universo maschile Hermès, nda) ci dicevamo sempre: questo carrè potrebbe essere la cover di un disco», racconta Christophe Goineau,  Direttore Creativo della seta uomo Hermès. «Ogni stagione ci scherzavamo sopra, finchè abbiamo deciso di farlo sul serio e improvvisato un piccolo negozio di vinili a una festa a Tokyo. Ha funzionato così bene che abbiamo deciso di sviluppare la formula in una serie di pop up in varie città», utilizzando le stampe dei carré come cover dei 33 giri e i pattern delle cravatte per le cassette. «Per descrivere la musica e un oggetto Hermès si usa lo stesso vocabolario, ci esprimiamo in termini di emozione, piacere, ricordo. Ogni cover contiene un disco con un brano musicale della colonna sonora della sfilata menswear della stessa stagione del carré. Sono almeno 15 anni che ad occuparsene è Thierry Planelle, il nostro direttore artistico per la musica. Si sceglie istintivamente la musica in rapporto all’immagine, e si finisce per guardare la musica e ascoltare le immagini. Quello che mi piace di più è che tutte le collezioni si mescolano molto bene tra loro, senza che le stagioni appaiano rigidamente datate». Un’occasione per scoprire la straordinaria varietà stilistica delle stampe Hermès, opera di un ampio parterre di artisti ed illustratori. «Alcuni li abbiamo cercati noi, altri si sono proposti da soli: io vedo tutti perché non si può mai sapere chi ti riserverà una sorpresa straordinaria. Ci tengo a sottolineare che ogni disegno deriva da uno scambio: non compro mai un disegno già fatto, perché se l’artista deve apportare un universo, questo universo deve avere il coté, la qualità Hermès. Ad esempio, questo motivo è di Maylis Vigouroux, che disegna tutto con la Bic: se conosci il suo lavoro la riconosci subito, ma la nostra stampa è frutto di un lavoro comune. Se un artista cerca di fare in partenza un carré Hermès, sembra inevitabilmente un falso: tutto accade per un gioco del caso. Non ho nessun interesse per le tendenze, e non dò mai deadline ai disegnatori, perché devono prendersi tutto il tempo che vogliono per creare». La maggior parte delle cravatte è invece disegnata da due illustratori in house, con qualche collaborazione esterna che segue le stesse logiche del carré. «La cravatta è al centro della silhouette maschile», prosegue Goineau. «Se la parola accessorio definisce qualcosa che potrebbe anche non esserci, allora la cravatta non è un accessorio, e occorre trovare un’altra categoria per definirla. Trent’anni fa era istituzionale, obbligatoria, dieci anni fa, col progressivo abbandono dell’abbigliamento formale, non ero così positivo sul suo futuro, ma ora i giovani, non più abituati a vederla obbligatoriamente sui padri, la riscoprono come un piacere, un divertimento, e ovviamente questo  ha cambiato il mio modo di disegnare la collezione, che ora è molto più libero» 

 

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