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Emily in Paris indossa Stéphane Rolland

Dietro le creazioni di Pierre Cadault in Emily in Paris si cela il designer Stéphane Rolland che si prepara a lanciare la sua prima collezione prêt-à-porter
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Lily Collins in Stéphane Rolland in "Emily in Paris"

È il direttore artistico sulla bocca di tutti. Dopo che una delle sue creazioni è stata indossata da Lily Collins in "Emily in Paris", la serie tv che ha lasciato il segno per i look da urlo dei suoi protagonisti, Stéphane Rolland è diventato il couturier più chiacchierato del 2020.

Gli abiti e gli accessori firmati Stéphane Rolland sono una costante della serie tv Netflix: non solo Emily sfoggia un suo scultoreo abito bianco, ma addirittura tutti i capi che vediamo nell'atelier di Pierre Cadault altro non sono che pezzi di sue collezioni passate.

Ma esattamente, chi è Stéphane Rolland? Da dove arriva? E come mai il nome ci suona così famigliare?

Rolland ha solo vent'anni quando viene assunto da Balenciaga che nell'arco di soli 9 mesi lo trasforma nel direttore artistico più giovane della Ville Lumiere affidandogli il controllo della linea maschile. E questo è solo l'inizio. Desiderando una maggiore indipendenza, Stèphane, lascia Balenciaga nel 1991 e firma un contratto con la Maison Balmain. Ma Rolland non ha intenzione di fermarsi. Nel 1997 diventa direttore artistico di Jean-Louis Scherrer dove rimane fino al 2007, anno in cui decide di aprire un proprio brand.

Negli anni veste personaggi quali Rita Ora, Beyoncé, Lady Gaga e Céline Dion, solo per citarne alcuni. Iconico è diventato l'abito da lui disegnato proprio per la signora Dion in occasione della celebrazione del ventesimo anniversario di "Titanic". Firmati Rolland sono inoltre due degli abiti indossati da Valérie Lemercier nell film "Aline", ispirato alla vita della stessa Céline Dion.

Rolland si prepara adesso a lanciare la sua prima collezione prêt-à-porter che sarà disponibile a partire da gennaio 2021. È l'eleganza disinvolta ad essere protagonista indiscussa della linea "cocooning", che si ispira ai pigiami in seta degl anni Trenta del Novecento. Le silhouettes di seta, adatte al giorno come alla sera, includono abiti asimmetrici, pantaloni a palazzo, caftani e top. Marchio di fabbrica è la purezza delle linee accostata al movimento grafico. 

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