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5 cose da scoprire sulla Max Mara Resort 2019

Non basta guardare, per vedere
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Assistere a una sfilata, in una location prestigiosa, guardar passare gli abiti, e anche inquadrarli col proprio smartphone, non basta (per adesso) per conoscerne l’anima. Ci vuole un “device” che permetta di entrare nella costruzione degli abiti, nella storia dei luoghi, delle persone e dell’arte. Questo device si chiama fare un’intervista. Ecco 5 elementi tratti da un incontro ravvicinato con gli elementi chiave della collezione Resort Max Mara 2019: per “vederne” le ispirazioni artistiche che diventano struttura degli abiti, scoprire la matrice materica dei colori e l’innovazione nel design, anche per la più iconica delle icone, il cappotto 101801.

1. L’icona delle icone
Max Mara vuol dire cappotti. L’icona delle icone è il modello 101801. La nuova versione è in cashmere double face con tasche verticali dove infilare le mani per portarlo come una cappa. Una modifica minima che trasforma completamente il modo di indossare il capo. (look 1)

2. Radicale & tradizionale
Anima Coat rappresenta un nuovo progetto che esprime la vera essenza dei cappotti esaltandone l’innovazione e la sperimentazione. L’involucro esterno è di organza trasparente, un’idea totalmente nuova nell’outerwear. Ma il “contenuto”, l’anima appunto, è di ovatta di lana di cammello. Un design radicalmente nuovo unito al materiale più iconico di Max Mara.

3. Colori dalla materia
Dal gruppo di lavori della rete di artisti attivi in Italia dagli anni ‘50 ai ‘60 - Fontana, Mancini. Burri, Kounellis, Twombly, Pasquali - deriva la suggestione per la scelta di una palette di colori che esalta le naturali qualità della materia grezza: nero carbone, écru tela, grigio peltro. La serie di pastelli gessosi, perfetti per combinarsi con i neutri grafici, derivano dall’opera “Dizzy” di Novelli.

4. Arte povera, moda sublime
L’opera “Torsione” di Giovanni Anselmo (alla Collezione Maramotti) è uno dei capolavori del movimento dell’Arte Povera, brutalmente semplice, altamente sofisticato. La sua energia latente si ritrova nel particolare del tessuto ritorto: la stessa tecnica è stata usata in un abito della collezione. La torsione della spallina è l’elemento che determina l’intera struttura del vestito. La collezione è un omaggio alla capacità italiana di combinare l’innovazione concettuale con la grazia e l’armonia. (look 32)

5. Forse non sapete che….la location della sfilata
Ovvero la sede della Collezione Maramotti, è stata quartier generale dell’azienda per molti anni. Ok, questo lo sapevate. Ma forse non sapevate che la collezione ha preso forma quando ancora tutti i dipendenti lavoravano in sede. Achille Maramotti, il fondatore dell’azienda e della collezione, era solito appendere le opere nei corridoi e negli spazi comuni. Un gesto provocatorio, un modo per spronare gli impiegati ad aprire le loro menti all’arte di avanguardia.

 

Ecco adesso potete dire di aver “visto” la collezione Resort 2019 Max Mara

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