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Lavoro di “squadra”

Da Spotify a consigliere della Juventus F.C. ora importante venture capitalist per Muse Capital nella West Coast (L.A.). Abbiamo incontrato Assia Grazioli-Venier che ci racconta il suo modo di fare business «affamato e deciso»: nella tecnologia e nell’entertainment
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Nata a Roma, a partire dall’età di 9 anni Assia Grazioli-Venier cresce negli Stati Uniti. Ha una laurea con Honoris alla Columbia University di New York e un master in Emerging Leaders alla London Business School. È stata consulente senior di Spotify per oltre 6 anni e in ambito strategico di diverse organizzazioni internazionali. Fa parte del Consiglio d’Amministrazione del Juventus Football Club ed era nel Consiglio d’Amministrazione di Northzone, una delle principali società europee in materia di investimenti tecnologici. Nel 2016, lancia con Rachel Springate la società Muse Capital: un fondo d’investimento focalizzato su finanziamento e consulenza di start-up tecnologiche, capaci di creare prodotti di prossima generazione dalla tecno-finanza all’assistenza sanitaria, all’entertainment. Il suo talento è quello di riuscire a riconoscere il valore delle piccole imprese prima dei grossi investitori. Se non vi fosse già abbastanza antipatica, sappiate che Assia parla fluentemente anche quattro lingue. La colpa non è sua però. La responsabilità è tutta del modo in cui ha reagito alle difficoltà della vita. Assia è dislessica, è stata vittima di un grave incidente in macchina e ha affrontato una doppia mastectomia per un cancro al seno. Ma non si è mai arresa. «Cerco di comunicare le mie difficoltà in ogni occasione pubblica anche attraverso i social. Tutti soffrono, ognuno di noi affronta quotidianamente delle sfide. Ma credo che trasformare gli ostacoli in opportunità sia proprio ciò che ci conduca ai nostri più grandi successi. Sono molto orgogliosa di essere sopravvissuta alle difficoltà che ho incontrato, e questo mi dà la grinta per superare tutto ciò che la vita mi presenta». E se le chiedi cos’è cambiato dopo la malattia, lei ti risponde, niente. «Anche prima ero affamata e decisa. Adesso ricordo solo alle donne di programmare una mammografia. Abbiamo una sola vita da vivere, e questa può fermarsi in un batter di ciglia; è nostro dovere dare il meglio. Sta a noi creare i presupposti della vita che vogliamo vivere».

«Credo che trasformare gli ostacoli in opportunità sia proprio ciò che ci conduca ai nostri più grandi successi. Sono molto orgogiosa di essere sopravvissuta alle difficoltà che ho incontrato»  

Qualche cambiamento, però, c’è stato. Ora Assia dorme 8 ore a notte, si allena 45 minuti ogni mattina e medita due volte al giorno anche se il pomeriggio, in effetti, le diventa sempre più difficile. Si prende cura del suo intestino e si nutre correttamente. La business woman è sempre in movimento: NY, Seattle, Londra, Parigi. Ma quando si concede l’occasione di stare ferma - per 3 ore a sfogliare la sua casella di posta  - allora le piace lavorare dal tavolo della sua cucina, in pigiama. «Cerco di farlo una volta al mese. A volte la vera magia viene da quei rari momenti a casa, dove il mio corpo può rilassarsi e la mia mente può concentrarsi». Questo nuovo stile di vita le ha permesso di raggiungere una serie di risultati immediati, sia nella carriera che nella vita personale. «Se riesco a mantenermi forte e sana, posso ottenere tutto. Lo credo davvero». Assia ora vive a Los Angeles, «la qualità della vita è stata la prima cosa che mi ha attratto di questa città. Il sole, le palme, il fatto che le persone vivano una vita sana a pochi minuti dalla spiaggia e a solo 2 ore da una pista da sci: è fantastico che la gente possa fare surf al mattino e stare sulla piste al pomeriggio. L.A. oggi è l’epicentro delle arti, della tecnologia, dell’entertainment e dell’innovazione. Un melting pot che ha spodestato New York». E per questo Assia l’ha scelta come sede per Muse Capital. La disciplina americana le ha insegnato che lavorare duro è la condizione necessaria per poter essere ciò che si vuole, mentre il tocco ribelle made in Italy genera in lei la passione per la rottura degli schemi. Assia è orgogliosa di essere la prima donna e il più giovane membro del Consiglio d’Amministrazione della Juventus FC, di far parte di quell’ 8% femminile delle società di venture capital e di essere artefice del beneficio economico che negli ultimi 10 anni la diversità sta dando alle imprese. Una diversità di pensiero che significa lavorare insieme, uomini e donne, di provenienze e competenze diverse. E aggiunge: «Affronto le sfide con strategie tangibili. Credo in me e nella capacità di circondarmi di persone che possono aiutarmi a superare qualsiasi ostacolo. Non c’è niente come la squadra per portare a casa il risultato. I solisti non funzionano mai: ecco perché tendiamo a evitare d’investire in fondatori solitari». Assia è convinta che bisogna dare tanto quanto otteniamo: «Abbiamo la responsabilità di essere mentori e di rendere il mondo un posto migliore per le giovani generazioni. E se riusciamo a farci del business ben venga».

Foto Matteo Gastel

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