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Unsung Heros

by Federico Fabbri
14.07.2017
In Unsung Heros, Marco Dapino fotografa dettagli di automobili e geometrie in luoghi di sosta: elementi che sembrano eterni in uno scenario in via di trasformazione

Nell’imprinting professionale di Marco Dapino, fotografo milanese classe 1981, ci sono figure come Gabriele Basilico e Bruno Di Bello. Il mirino delle macchine fotografiche di Marco è stato quindi inizialmente affollato da forme, architetture e paesaggi.

Il suo animo è stato forgiato dal rock alternativo statunitense anni ’80 e ’90: Butthole Surfers, Big Black, Killdozer, Cows e Meat Puppets. L’America non mainstream è una delle sue mete preferite.

Marco ha deciso di creare un compendio dove raccogliere ciò che i suoi occhi hanno visto negli States (una delle sue mete preferite, ndr): un libro semplice, pulito e dannatamente poetico. Proprio come lui.

Il titolo “Unsung Heros” gioca sulla dicotomia generata dal termine “hero” che in inglese significa naturalmente eroe, ma anche – nello slang dell’east side nord americano – panino imbottito (un filone sfarzosamente ripieno di affettati, formaggi, verdure e salse, ndr): il classico panino in vendita da Subway, negli States. È solo al plurale che quest’ambiguità si rivela: “heroes” oppure “heros”, "eroi" o "panini" non cantati?

“Nel nord America i parcheggi per le automobili – come ci ricorda nella sua prefazione Francesco Spampinato – si aggirano attorno ai 9.1 piedi (2.8 metri) di larghezza e 20 piedi (6.1 metri) di lunghezza”. Un pick-up qualunque ne riempie uno quasi interamente.

Queste aree di parcheggio, regno apparente della monotonia, sono percepite e trasposte in fotografia con dettagli silenziosi: le traverse di cemento o le linee scolorite che delimitano i rettangoli di sosta e ancora le ammaccature delle auto, i loro parabrezza, i fanali col nastro adesivo, i cerchi segnati, gli stickers degni di nota, le tracce umane lasciate da protagonisti mai nel frame. Questo crea un effetto quasi onirico, di sospensione, una dimensione che eleva spiritualmente queste forme inanimate, narrandone le gesta che solitamente nessuno canta.

Gli scatti di Marco Dapino sono stati esibiti alla Triennale, alla Fabbrica del Vapore e al MuFoCo, ma anche al Museo Civico Fattori di Livorno e al CISA Palladio di Vicenza; il suo lavoro è stato esposti in gallerie come RB Contemporary, Spazio Farini, Studio Arte Cannaviello, T14 e Spazio Belvedere; fa parte di collezioni private e permanenti come quelle della Fondazione Malerba e dei già citati MuFoCo e CISA Palladio.

“Unsung Heros” è stato stampato in 200 copie da editrice Quinlan, progetto grafico di Emiliano Biondelli e testo di Francesco Spampinato. È acquistabile qui.

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