#talkinwith Gang Of Four - L'Officiel
interviste

#talkinwith Gang Of Four

“Qual è la vostra connessione con la moda?” “La moda non c’entra nulla.” Silenzio.
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Gran Bretagna, 1977, punk, post punk, piena rivoluzione musicale. E’ in un terreno fertile come questo che vengono fuori i Gang of Four, a Leeds, per la precisione.

“C’era il punk rock classico dei Ramones, dei Damned, era veloce, era distorto, a volte sembrava heavy metal, altre invece sembravano dolci melodie pop. (…) Noi ci siamo limitati ad assorbire le influenze che maggiormente sentivamo nostre e abbiamo cercato di mantenere le cose ad un livello semplice. Che poi, farlo, è tutt’altro che semplice. Quando iniziavamo a prendere forma come Gang of Four la scena inglese era del tipo “va bene tutto, tutto è accettabile”, e un po’ tutti ne abbiamo approfittato. Volevo iniziare ad inserire grooves funky, ma che non fossero funk, per dire: le voci, la chitarra, il basso, la batteria, tutto doveva funzionare con tutto, in un unico flow. Stava nascendo un nuovo linguaggio.”

 

Con il loro primo album, “Entertainment!”, del 1979 esplodono: “Damage Goods” è un enorme successo, un inno all’amore, alla lussuria, un grido di rabbia, la volontà di cambiamento. “Si tratta di un testo quasi autobiografico, ma d’altra parte è così che funziona, le ispirazioni e le osservazioni più autentiche derivano proprio dal nostro personale modo di sentire le cose, da come le percepiamo. Credo sia una cosa che riguarda un po’ tutti gli individui e le società del mondo.”

Erano anni in cui le percezioni, magari, e i sentimenti non erano filtrati come possono esserlo oggi, il sentiresembrava essere così autentico da essere marchiato a fuoco sulla pelle. “Siamo stati (e siamo) ispirati dall’architettura (dei palazzi), da Cocteau, da Godard, anche da qualcosa che passa la TV, da libri come Moby Dick e The Handmaids Tale, dalle cose che dicono le persone sui bus. Al nostro sound, invece, siamo arrivati grazie a Hendrix, Muddy Waters, Wilco, da Wilko Johnson dei Dr Feelgood. "

Punk rock, funk, influenze dub e reggae, ma anche molto influenzati dalla musica disco: “Ai tempi della disco non c’era molta musica in giro che non avesse dei beat forti. 

4 on the floor, come fu chiamato il beat in cui la cassa batte su ogni quarto, fu una novità introdotta dalla disco. Alla gente piaceva ballarlo. Inoltre i punk dell’epoca odiavano questo nuovo genere, cosa che me lo faceva apprezzare ancora di più’. 

“At home he’s a tourist” o anche “To hell with poverty” sono delle canzoni ispirate dalla disco.”

 

Oggi, venerdì 7, luglio i Gang of Four saranno headliner al Lars Rock Fest 2017 

“Amiamo l’Italia, davvero. Mia cognata ha una casa nel bel mezzo del nulla, trascorriamo molto tempo lì, tra le colline Umbre e Toscane: sembra di essere in un dipinto di Piero della Francesca. Una cosa però non sopporto: il vostro modo di guidare!”

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