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#talkingwith Andrew Ondrejcak

Il poliedrico artista ci svela il suo ultimo progetto: "Figure Studies"
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Andrew Ondrejcak è un designer, scrittore, sceneggiatore, produttore di performance teatrali e fashion Show. Nasce nel Mississippi dove studia pittura e architettura, ma capisce ben presto che per coniugare le sue passioni non c’è niente di meglio del teatro. Nel suo lavoro cerca continuamente di unificare le giustapposizioni della vita quotidiana, il dualismo tra presente e passato ma anche anima e corpo. Scopriamo qualcosa di più su questo misterioso artista e sul suo ultimo progetto: "Figure Studies".

LOF: Qual é il significato dei tuoi “Figure Studies”?
A.O: Di recente ho lavorato con designers, artisti e cooperative femminili appartenenti al progetto “Etichal Fashion Initiative's” tra Afghanistan, Burkina Faso, Haiti e Mali. Lo scopo era creare un linguaggio visivo che avesse il suo focus nelle superfici tattili degli oggetti, nei tessuti, nelle iconografie e negli amuleti fatti a mano. In questa nuova performance esperienziale, ho iniziato a ri-immaginare e ri-concepire una serie di allegorie riguardanti il nostro mondo contemporaneo. Ho personalemente scelto un insieme di dieci performer internazionali, me compreso, i quali hanno eseguito dal vivo una serie di interpretazioni durazionali. Questo lavoro esplora tematiche allegoriche come: la fama, la temperanza, la fortuna, la castità, la follia... così come ci capita di farne esperienza nella vita quotidiana.

LOF: Qual è stato il processo creativo che ti ha permesso di lavorare con così tanti artisti provenienti da culture e posti così diversi come possono essere Afghanistan, Burkina Faso, Haiti e Mali?
A.O.: Il progetto Ethical Fashion Initiative (EFI) lavora direttamente con gli artisti locali ed é presente in diversi paesi. Fornisce le infrastrutture mediante le quali ogni artista é in grado di lavorare in maniera sicura ed in condizioni lavorative etiche con stipendi equi. L'EFI mi ha permesso di incontrare e di lavorare a fianco di artisti dalle competenze e dai metodi tanto specializzati quanto singolari. Per prima cosa chiedevo di andare a visitare il loro studio e le loro opere per capirne il processo di realizzazione, poi ad alcuni lanciavo proposte di collaborazione. Per esempio ad Haiti ho incontrato un collettivo di donne specializzate nel ricamo a mano. Una tra queste donne ha disegnato un uccello che mi ha colpito moltissimo, così le ho chiesto se fosse possibile realizzare un grembiule che avesse quello stesso uccello come fantasia. Mesi dopo ricevetti nel mio studio un pacco con all'interno tre grembiuli di taglia diversa e con combinazioni di colore differenti. Ho riprodotto questo stesso procedimento con altri 20-25 tra artisti e collettivi, dunque ho iniziato a collezionare una grande varietà di pezzi, tutti arrivati nel mio studio mentre stavo realizzando altri capi con i tessuti presi dai telai di EFI. Nel mio studio ho iniziato a mettere insieme questi singoli pezzi cercando di creare un'unità, che ha trovato forma in un capo unico. Contemporaneamente lavoravo con i performer per la creazione di una serie di sequenze di movimenti basati su una particolare allegoria o una storia allegorica. Dunque, per me, il processo di progettazione, direzione e composizione accade tutto in maniera simultanea ed ogni singolarità é funzionale ed integrata nell'altra.

 

LOF: Cosa hanno aggiunto queste collaborazioni internazionali ai “figure studies”?
A.O.: Il progetto esiste in virtù delle collaborazioni con questi artisti. Proprio perché viaggio colleziono storie, indumenti, oggetti e tessuti dei vari paesi ed ognuno di questi ha ispirato il lavoro finale. In più senza questi artisti e questa profondità di coinvolgimento e scambio culturale la mia performance non esisterebbe affatto. Da un punto di vista estetico intendo far vedere e celebrare il lavoro di ogni artista collaboratore: voglio che si veda la mano di ogni singolo artigiano. Alcuni di essi hanno sono forze lavoro ed hanno imparato il mestieri, mentre ad altri l'arte é stata tramandata di generazione in generazione. Voglio che si vedano le tracce della storia e della cultura così come il tempo le sta scalfendo. La storia dell'arte,il design, la moda e l'architettura spesso giocano un ruolo fondamentale nel mio lavoro. Durante questo processo con l'EFI ho più volte considerato in che modo possiamo rafforzare e supportare questi artisti che tutt'ora creano le loro opere a mano. Diversamente dal mercato della moda contemporaneo, nel quale l'artista viene totalmente evirato a favore di capi realizzati da una tecnologia fortemente d'avanguardia, il nostro lavoro intende celebrare il fatto a mano. Il risultato finale é un costume sotto forma di collage, che racchiude vari pieces che raccontano diverse storie e culture da diverse parti del mondo.

LOF: La tua decade preferita?
O.A.: Per me la decade dal 1880 al 90 è davvero significativa: così tante idee di arte moderna e contemporanea hanno preso forma e sono state esplorante in questi anni per la prima volta. Dal punto di vista artistico e culturale sono stati anni molto floridi.

Figure Studies

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