interviste

#talkingwith Riccardo Tisci

by Cristiana Rivellino Santella
20.03.2017
Roma, 17 Febbraio 2017.

Riccardo Tisci rivela le sue ultime creature, le NikeLab Air Max 97 Mid, le nuove arrivate in casa Nike, frutto della ormai consolidata collaborazione con il colosso di sportswear americano.
L’Officiel Italia lo ha incontrato in occasione del party che si è tenuto a Roma, venerdì sera.

A proposito del legame con Nike: “I matrimoni si celebrano solo con la persona giusta, al momento giusto. Avevo ricevuto molte proposte per collaborazioni di questo tipo, ma non ho mai accettato. Quando sono stato contattato da Nike, all’inizio, è stato come uno shock. Ho deciso di iniziare quest’avventura solo perché ritenevo fosse quella giusta, sentivo che era arrivato il momento.”

Così nasce l’avventura tra l’ex direttore creativo di Givenchy e Nike, collaborazione che vede celebrare i modelli iconici del brand, “Dove coniugo due linguaggi e punto a creare un’alta moda per giovani, a osare sempre di più, pur mantenendo le radici e l’identità del brand.”

Il segreto del rapporto tra Riccardo e Nike? “Beh certamente c’è tanto rispetto, c’è stima reciproca e questo ha generato un balance perfetto, che ci permette di lavorare con serenità.”

 

E’ proprio questa la sfida, quella di trovare o di creare, forse, un rapporto equilibrato tra artigianalità e hi-tech, tra alta moda e sportswear. “Ho imparato molto, mi è sembrato un po’ di tornare tra i banchi di scuola, un linguaggio nuovo, una tecnica nuova.” E così Riccardo ha trovato il proprio linguaggio, è riuscito a coniugare i due mondi. 

La scelta dei modelli iconici, magari, non è neanche del tutto casuale.

“Nel restyling delle sneakers cerco di riportare quella che era la scena dei club anni ’90, fedele alle radici, con bad boys e bad girls, di varia estrazione sociale, ma tutti accomunati dallo stesso stile.”

 

Tutto questo viaggia in parallelo con quello che si sta vivendo, ormai, nelle fashion weeks delle ultime stagioni: l’apertura al grande pubblico, la democratizzazione del sistema moda, la volontà di tendere alla normalità, al quotidiano.

“La moda sta vivendo un momento libero e davvero molto speciale. Chi la fa, ora, segue profondamente i propri sentimenti, le emozioni, è un flow che va di pari passo con pancia e cuore, a differenza di ciò che sta accadendo a livello socio-politico. C’è molta paura in giro, Europa, Medio Oriente, si respira un’aria diversa. Nella moda invece no, c’è un meraviglioso senso di onestà e di autenticità.”

 

E la storia fa da maestra: dopo la tempesta torna sempre il sereno.

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