In love with Voodoo Jewels. - L'Officiel
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In love with Voodoo Jewels.

#talkingwith Livia Lazzari. Da Roma con amore.
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L'OFFICIEL: Ciao! Com’è nata l’idea del progetto Voodoo? Raccontaci di te, del progetto, delle origini.

LIVIA LAZZARI: Il progetto Voodoo Jewels fa parte di me da sempre. Realizzo gioielli da quando sono piccola, avevo sei anni quando i miei genitori mi hanno comprato la prima scatola di perline, poi ho studiato “Design del gioiello” allo IED, ho frequentato diversi corsi alla “Central Saint Martin” di Londra e ho fatto di una passione una professione. Dopo uno stage presso un’azienda veneta orafa ho deciso di creare il mio progetto.

Voodoo Jewels è un’idea che nasce dalla necessità di liberare il gioiello dall’accezione classica di oggetto prezioso, legato all'uso di materiali nobili e costosi: la vera unicità risiede nella capacità creativa e produttiva.

Ogni gioiello racconta in maniera esclusiva un mondo complesso e articolato. Ogni gioiello, che io realizzo completamente a mano, è un pezzo unico ed irripetibile, dotato di quella forza che nasce dalle mie mani e dall’ energia che metto nel crearlo. Ed ha anche un carattere magico. Così raro da diventare prezioso.

Le collezioni nascono dallo studio della natura e del rapporto che l’uomo ha con essa.

Nelle culture tribali, gli oggetti voodoo sono investiti di qualità magiche, sono il legame tra la dimensione umana e gli spiriti della natura. Allo stesso modo, le creazioni Voodoo sono il tramite tra una realtà terrena e un mondo incantato, fatto di spiriti e fantasmi.

Voodoo Jewels è stato selezionato da NOT JUST A LABEL tra i 100 designer parte di “Origin, passion and beliefs” ed è parte di “A-Z, il nuovo vocabolario della moda Italiana” in mostra alla Triennale di Milano, è stato esposto a Palazzo Reale ed oggi è distribuito in tutto il mondo.

 

L'OFFICIEL: Dove produci?

LL: Realizzo tutto io qui a Roma, mi occupo sia del campionario sia di tutta la produzione per i negozi. Ho studiato come designer ma alla fine sono diventata orafa.

 

L'OFFICIEL: Da cosa sei ispirata maggiormente? C’è un luogo in particolare nel quale ti piace disegnare?

LL: Come accennavo Voodoo Jewels è fortemente ispirato dalla natura, ogni collezione indaga e rappresenta uno stato naturale o un momento legato ad essa. Ho creato Artica, Desertica, Thalassa ma anche Daphne, la collezione 2017/2018 ispirata al mito greco che narra di una Ninfa che per fuggire da Apollo si trasforma in un albero di alloro.

L'OFFICIEL: C’é una collezione alla quale sei particolarmente legata?

LL: Direi di no, sinceramente amo ogni mia collezione perché rappresenta sempre un momento di crescita. Comunque, se dovessi sceglierne una, sono molto fiera di “Sigilla”, una delle mie collezioni carry over, perché rappresenta il giusto balance tra tradizione e innovazione oltre ad avere un grande appeal commerciale.

 

L'OFFICIEL: Vivi e lavori a Roma: quanto influisce il mood romano nel tuo processo creativo?

LL: Direi che il mood romano nella mia vita non influisce affatto. Sono anni che lavoro tantissimo, senza mai risparmiarmi e senza mai pensare “questo lo posso fare domani”. Onestamente, con un briciolo di amarezza, penso di aver sacrificato i miei vent’anni per Voodoo Jewels. Da un lato, è un pensiero difficile da accettare ma è anche una cosa bellissima, perché sono riuscita a creare qualcosa di veramente mio tutto da sola.

L'OFFICIEL: Che rapporto hai con i social network? Quanto hanno aiutato la crescita del tuo brand?

LL: Direi che i social hanno avuto un’importanza capitale nella crescita del mio brand. Instagram è veramente uno strumento di promozione incredibile, con potenzialità infinite. Devo ammettere che ho dei mixed feelings sui social network, perché mi rendo conto che culturalmente rappresentano l’espressione massima del culto dell’ego e dell’immagine. Il fruitore di Instagram rischia di avere una percezione distorta della realtà, in cui tutti hanno una vita pazzesca e bellissima e sembra che tu sia l’unico disgraziato sulla faccia della terra ad andare a lavoro in metro con il pranzo da casa (la pasta riscaldata della sera prima) e che al massimo in vacanza vai a Focene; quindi il social network può diventare anche uno strumento di grande frustrazione, soprattutto perché non abbiamo la capacità di filtrare. Ovviamente, non sto demonizzando i social perché la responsabilità risiede nella mancanza di cultura e di valori, non nello strumento in sé.

L'OFFICIEL: C’è qualcuno in particolare che ha creduto in te e ti ha supportato nel tuo cammino?

LL: Tutte le persone che mi stanno intorno mi hanno sempre supportato. Ma più di tutti mia madre, mio padre e Fabio Caputi, una persona fondamentale per me e per Voodoo Jewels. Mi ha aiutato in tutto, sia dal punto organizzativo sia nella crescita concettuale del brand.

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