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#TalkingWith Giuliano Calza di GCDS

Un intervista a Giuliano Calza designer di GCDS in occasione della Spring Summer 2020
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Com’è nato GCDS? 
Vivevamo ancora in Cina, quando Giordano mi ha spinto a iniziare qualcosa creato da me, ed e’ stato un buon consiglio.

Siete riusciti a conquistare i millennials. Come vi relazionate con le nuove generazioni?
Sono un millennials alla guida, quindi e’ molto facile creare una connessione con la mia generazione, e i mezzi di oggi.
Credo molto sia dovuto al fatto che stiamo un grande team di giovani ragazzi e ognuno ha delle intuizioni e delle idee, che riusciamo a realizzare stagione dopo stagione.

Le vostre idee unconventional possiedono un taglio quasi dissacrante. Pensate che nel contemporaneo sia necessario un punto di vista più divertente?
Credo sia interessante un punto di vista, si parla di individualità ma sembra invece esserci un appiattimento di gusti, idee e spesso qualsiasi cosa sia un po’ creativo o diverso, sembra essere dissacrante... sto realizzando la mia idea creativa, modellandola su me stesso e le mie idee e credo che chi consuma il brand percepisca questo messaggio veritiero e l’entusiasmo nel realizzarlo.

I vostri party sono un momento di raccoglimento fondamentale per la fashion week, quanto è importante la comunicazione trasversale per GCDS? 
Indispensabile, pensare di potersi limitare a comunicare la stampa di stagione, non può più funzionare. Cerco di tenere i prezzi contenuti, e fare scelte, come il party, che rendano la mia community attiva e non essere solo l'accessorio di stagione.

Vi definite come “creatura social” quanto hanno influito i social network sulla vostra crescita?
Creatura social, per la velocità con cui si sta evolvendo la società, ma allo stesso tempo cerchiamo di fare comunicazione a 360 gradi, anche su mezzi non digitali. Per me e’ importante creare una comunicazione anche cartacea, reale e tangibile. Sicuramente i social ci hanno permesso di arrivare a celebrity e realtà che 5 anni fa sarebbero state impensabili.

Pamela Anderson, Caroline Vreeland, Kim Kardashian e Mahmood com'è nato questo network di personalità? 
Quasi con tutte le persone con cui ho collaborato, sono rimaste nella mia cerchia e continuo ad esserci in contatto. Questo fa parte sia del mio carattere che della mia idea di creare una community che ami il brand come me. Non fa per me relazionarmi o lavorare con persone solo per “soldi” o per “lavoro”, ha senso costruire questa famiglia di un brand così giovane, che spesso coincide con la mia vita quotidiana.

Avete intrapreso co-lab con Walt Disney, Hello Kitty e Pokemon. Quanto sono importanti per voi le capsule collection? 
Un po’ di nostalgia, sicuramente rende il brand più empatico e riconoscibile, ma una delle mie più grandi passioni sono manga e cartoon, avere la possibilità di collaborare con tutti questi personaggi, resta per me un lusso.

Tutti ricordiamo il Triple-Breasts piece, cosa avete trovato per il nuovo show? 
Molto di più, ho tanti amici editor o addetti del settore e capisco siamo stremati dopo settimane di show, e mi piace svegliarli dalle loro sedute, ogni anno con una sorpresa, ma cambiando direzione creativa stagione in stagione.

3 keywords sulla nuova collezione? 
KAWAI
HAWAII
CARTOONY

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