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#TalkingWith Brett Johnson

Il designer afro-americano racconta la genesi del suo marchio e dichiara il suo obiettivo: “Colmare il divario tra tradizione e modernità con una label moderna, lussuosa e pratica”
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Per i non addetti ai lavori il suo nome potrebbe risuonare ancora poco conosciuto, eppure Brett Johnson è un giovane designer tra i più promettenti della moda maschile. Americano di origini, naturalizzato italiano, classe 1989, studia moda e fonda a New York il marchio che porta il suo nome. Dopo aver aperto nel 2017 il suo primo flagship store nella prestigiosa Mercer Street a Soho, per supportare la crescita internazionale del marchio, si trasferisce a Milano dove stabilisce il suo quartier generale e presenta le sue collezioni all’interno della fashion week maschile.  Il suo stile si muove disinvoltamente tra classico e moderno, cura sartoriale e sperimentazione casual per vestire un uomo indipendente, sofisticato e self confident. Abbiamo incontrato il designer per farci raccontare il suo universo creativo, in bilico tra sogno americano e migliore tradizione sartoriale italiana.

Brett, sei nato in America da genitori impegnati nell’industria della comunicazione. Quando hai incominciato a interessarti di moda?
Molto presto, intorno al 6/7 anni. Ho iniziato collezionando sneakers, ne ho accumulate cosi tante che oggi ho una collezione di calzature di oltre 800 paia. A 12 anni, praticando vari sport, volevo disegnare un marchio sportswear. Poi crescendo, il mio gusto si è evoluto ed ho capito che volevo realizzare un prodotto di lusso e costruire una casa di moda. Come afro-americano, non c'è mai stato un marchio di moda ultra lusso di successo a livello globale, quindi il mio obiettivo è stato quello di stabilire un nuovo standard. Se penso al presente, ritengo che ciò che manca sul mercato, è un brand di lusso di prossima generazione. Molti dei marchi luxury che si trovano nei negozi sono heritage brands e si rivolgono a un pubblico più maturo. Il mio obiettivo è colmare il divario tra tradizione e modernità con una label moderna, lussuosa e pratica.

Perché hai scelto di creare moda maschile? Che cosa ti affascina di questo mondo?
Per me si tratta di una scelta molto naturale, ho un’idea molto chiara di cosa vorrei indossare ogni giorno, sia in città che quando sono in giro per il mondo per affari o svago. Credo che ciò aiuti moltissimo a definire l'identità del mio brand.

Come definiresti la tua estetica?
Chic, moderna, di lusso. Attenzione massima alla qualità dei materiali, finiture uniche, ai dettagli e alla precisione sartoriale.

Come nascono le idee? 
La mia ispirazione viene da tutti i miei viaggi. Da sempre ho avuto la fortuna di viaggiare molto. Sono nato a Washington e cresciuto nelle campagne della Virginia, quindi tutte le mie collezioni sono ideate per adattarsi sia alla città che in outdoor.

Le tue origini influenzano il tuo lavoro in qualche modo?
Assolutamente. I luoghi dove sono cresciuto, le campagne della Virginia, sono sempre stati un catalizzatore per tutto il mio lavoro. Il paesaggio, i colori e l'architettura sono profondamente radicati nell’estetica del mio design.

Quali sono gli elementi essenziali dell’uomo Brett Johnson?
Ha 30 anni o più, spende in articoli di qualità, investe in capi che si possano integrare con facilità al suo guardaroba esistente. Si interessa di viaggi, sport, automobili, orologi, arte e cultura. E’ un uomo indipendente, curioso, self confident, benestante, viaggiatore, ambizioso, sofisticato ed elegante.

Esiste un capo che sintetizza l'identità del tuo marchio?
Dovendo pensare a un capo iconico direi la jacketfield in cashmere suede. Per me racchiude tutti i valori fondamentali del mio brand: totale adesione ai codici della sartoria e della produzione italiana; stile, lusso, qualità e dettagli unici. Un capo in cui secoli di tradizione manifatturiera si intrecciano con uno stile moderno, semplice ed elegante.

Cosa pensi della tradizione sartoriale italiana?
Sono fermamente convinto che la sartoria italiana rappresenti l’essenza assoluta di un abbigliamento maschile intramontabile, effortless e chic.

Oggi si parla molto di inclusività. È un argomento a te caro?
Sì, molto. Considerando che non sono un designer di formazione classica e sono un afro-americano che ha scelto di aprire una società che ha sede in Italia, con produzione italiana, a volte mi sento un outsider. Tuttavia, ho la fortuna di poter lavorare con le migliori fabbriche, laboratori artigianali, concerie.

Che cosa ti affascina del nostro Paese?
Per me l'Italia rappresenta senso della famiglia, cultura, cibo, architettura e paesaggi spettacolari. Non credo esista un posto migliore per un designer.

 

   

 

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