interviste

#TalkingWith Vito Goffredo

Un'intervista al giovane designer di MOOD_ONE
Reading time 6 minutes

Il progetto MOOD-ONE nasce con il Vito Goffredo che appena finito gli studi spinto dalla voglia di creare qualcosa di personale si è legato ad un'azienda di camiceria a Noci, il suo paese d'origine. 100% Made in Italy il brand di Vito Goffredo offre la possibilità al cliente di esprimersi attraverso un look che, partendo inizialmente da quattro camice, ora si estente a t-shirt, felpe, maglioni, giacche, pantaloni e cappotti curati al minimo dettaglio. Oggi il brand si estende comprende anche la collezione kids, che viene realizzata con le stesse modellistiche dell’uomo.

Qual'è la tua ispirazione per le collezioni?
È difficile per me descrivere ciò da cui nascono le idee per la realizzazione dei miei capi. Ogni collezione, ogni nuova stagione, rappresenta per me una nuova partenza. Viaggio; osservo; conservo e faccio miei colori, forme di palazzi, visi, dettagli che assorbo dai passanti sconosciuti per strada. Il mondo della moda è un universo enorme, dove prima di ogni cosa, oltre ciò che può essere un’idea o un capo giusto o sbagliato, c’è l’idea. È un po’ come realizzare un dipinto, o creare una colonna sonora. Ci sei tu, il mondo e le tue idee che si concretizzano in capi d’abbigliamento e non sono mai solo capi. Quindi non ho un punto di riferimento o un tema o un metodo prestabilito. Penso che la creazione dell’idea o del nuovo progetto sia il momento più complesso, ma anche quello più affascinante. Quando tutto inizia a prendere forma. MOOD-ONE ha una sua identità; mai la stessa ma pur sempre la mia. 

Com'è lo street style oggi in Italia? 
Penso che lo “street style” oggi, in Italia, è in continuo movimento ed evoluzione, e rispiecchia perfettamente l’epoca in cui viviamo; dove tutto è più veloce, diverso e stimolante. Si ha la possibilità e la capacità di spostarsi, fisicamente o mentalmente, tra scenari diversi tra loro; dando la possibilità di seguire o non seguire, uno stile ben definito. Rispetto al passato, quando era facile collegare tipologie di abiti o stili all’epoca in cui si viveva; oggi il concetto di abbigliamento è più libero e dà la possibilità ad ognuno di poter esprimersi attraverso esso. Decidiamo chi siamo in ogni situazione indossando oggi lo sportswear e domani l’abito sartoriale senza costrizioni o limiti. 

La tua moda si rivolge alle nuove generazioni, come pensi che si vestano oggi i giovani?
Sono un ragazzo giovane e la “mia moda” lo è con me. Considerando la mia clientela posso affermare sicuramente che è apprezzata maggiormente dai giovani, pur rivolgendosi anche ad un pubblico più ampio. Questo perché penso che, in fondo, non ci sia più una netta distinzione generazionale, sostituita dal desiderio di esprimersi e farsi riconoscere, utilizzando come binario comunicativo anche la moda. Quel che posso affermare con sicurezza, venendo da un paese di provincia ma avendo avuto l’opportunità di viaggiare, è che la distinzione tra coloro che vivono in città, dove l’approccio alla moda è più concreto, sicuramente è netta e determinante. Oltre il concetto di bene o male, penso ci sia la possibilità o la libertà di espressione, che, purtroppo, nei piccoli paesi non viene facilmente esercitata: nelle idee, nelle scelte di vita e anche nella moda. Con questo voglio dire che posso esprimere un mio personale parere sulle scelte di qualcuno che però, rimane comunque qualcosa di personale e non universale o incontestabile. Non so, quindi, se i giovani di oggi si vestono “bene” o “male”. Ripeto che ciò che conta è utilizzare la scelta di un cappotto o di una semplice t-shirt per far uscire la propria personalità.

Che rapporto hai con i social media e sopratutto quanto pensi che possano contare per la  carriera dei designer? 
Sono cresciuto nella società 2.0 e spesso e volentieri demonizzata e criticata, in modo particolare per i social network, protagonisti indiscussi della comunicazione e di tutto ciò che ruota attorno. Penso che il segreto sia comprendere nel migliore dei modi la distinzione tra uso e abuso di qualsiasi cosa, social network compresi. Inutile dire che la moda è fortemente presente sulle piattaforme digitali in vigore; si segue chi rappresenta il nostro stile o come vorremo che esso fosse, si prende spunto da abbinamenti visti in rete, si compra ciò che gli “influencer” del momento propongono. È facile cadere nella banalità e affermare che si è sempre tutti più uguali e sempre più “gregge” per citare Nietzesche. I social, personalmente, mi hanno aiutato a far conoscere il mio brand, rendendolo visibile ad un vasto numero di utenti. Postando foto con i capi indossati, presentando la collezione, gli ultimi arrivi, si crea un giro di informazioni notevole e non indifferente. Tra l’altro, ripostando le foto degli acquirenti con indosso le creazione MOOD-ONE si crea inevitabilmente un rapporto con i clienti diretto e reciproco. I Social network, se usati nel modo corretto, possono essere un’ottima fonte di conoscenza, capace di arrivare ovunque e in qualunque momento. Toccare il capo, guardare gli occhi di chi lo indossa, stabile un rapporto umano tra venditore e acquirente non potrà mai essere paragonato a un “Like” su instagram; ma questo non determina la demonizzazione di quest’ultimo. Penso perciò che i designer possano utilizzare i Social come trampolino di lancio ma non solo. Poter utilizzare la potenza, la velocità, la mancanza di barriere, la vicinanza, dei social è un’opportunità che non possiamo farci scappare.

Se pensassi al futuro come immagini il tuo brand?
Mi reputo un ragazzo ambizioso, sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo che mi possa far crescere insieme al mio brand. Non sopporto la staticità, anche perché penso che nessuno ti regali niente. Con me nessuno l’ha fatto. Quando cado, non mi demoralizzo ma concentro le mie forze per far sempre il meglio, solo così puoi realmente avere dei sogni, ambizioni e dei progetti da concretizzare. Se penso a MOOD-ONE nel mio futuro, vorrei incontrare sempre più persone con indosso i miei capi ed essere soddisfatto del mio lavoro. Immagino sempre più store, in tutta Italia, e perché no, anche in territorio estero. Penserei a negozi mono-brand dove poter esporre e vendere le mie creazioni. Immagino di abbracciare anche il mondo femminile passo dopo passo. Sono un ragazzo realista e con i piedi per terra. Entrando nel mondo del lavoro sono entrato in contatto non solo con gli aspetti positivi ma anche con i mille impegni, doveri, problemi che esso comporta. Ed è per questo che metto tutto il mio impegno per la crescita del mio sogno, non più idilliaco, ma un progetto concreto che ha preso la sua forma. 

La collezione MOOD_ONE Autunno Inverno 2019 

/

Articoli correlati

Articoli consigliati