interviste

Due parole: Sarah Palmer

by Giovanna Chiades
31.03.2017
'Un format che vuole forse allontanarsi lentamente dall’idea di festino abusivo bellissimo e avvicinarsi all’idea di happening festoso in cui tra gli ingredienti necessari ci sono anche i partecipanti all’evento.'

Direttamente dalla Pianura Padana: Sarah Palmer.  Non la solita festa, non i soliti contenuti.

Unire un momento artistico ad una festa non è affare semplice quando la proposta viene mossa alle piccole città. Fortunatamente non è quello che è successo a Sarah Palmer, pseudonimo dietro a cui si cela un gruppo di amici, che stanchi delle solite serate dal sapore provinciale, si sono ingegnati per condividere la loro idea di ‘happening’. Un momento di unione in cui l’atmosfera si crea grazie ad un mix di elementi. Quello per cui si fa riconoscere, è indubbiamente l’installazione artistica che accoglie l’intera serata, dalla plastica alla carta Sarah usa dei materiali semplici e facilmente reperibili per trasfigurare il luogo in cui si svolge la serata, chi vi partecipa, quindi, oltre alla buona musica, viene inglobato in una realtà spazio temporale che sembra non esistere. Estraniati dal mondo ed incastrati in un festino (un po’ il sogno di tutti).

 

Il primo party viene lanciato nel lontano 2015, quando Sarah diviene all’improvviso un personaggio virale di cui nessuno conosce l’identità, classica storia della città piccola in cui tutti conoscono tutti e la new entry fa subito scalpore. Ad esasperare questo, poche e giuste parole figlie di un linguaggio sempre ironico e irriverente, che dimosrano ancora una volta la voglia di creare scompiglio e rompere schemi ordinati.

Per partecipare al festino è necessario essere tra i 150 selezionati tra tutti coloro che si sono registrati on line nel portale Palmer. Nome dell’evento: Wrapped in Plastic, citazione fresca dalla prima frase detta nella celebre serie televisiva firmata David Lynch. Puntata numero uno, lo sceriffo viene chiamato per il ritrovamento di un corpo e gli viene descritto appunto come ‘ Wrapped-in-Plastic’, ed è proprio da qui nasce l’idea di avvolgere la casa di plastica, di qualsiasi genere e natura . 

Twin Peaks compare tra i riferimenti anche per lo pseudonimo di Sarah, madre della biondissima protagonista Laura Palmer.

 

CapodannoalVerde (3).jpg
SpillerSpaceAge (2).jpg
CapodannoalVerde (1).jpg
HalloweenalVerde (1).jpg
TenToTen (5).jpg
SpillerSpaceAge.jpg

Le foto pubblicate appartengono alla fanzine ''Zinne di Sarah'', che contiene appunto un'accurata documentazione di tutto quello che è stato il primo evento, colui che poi ha aperto la strada a molti altri, altrettanto spettacolari, altrettanto studiati e ognuno di essi caratterizzato da un' estetica precisa e puntuale che non lascia nulla al caso.

Condividi articolo

Articoli correlati

Articoli consigliati