hommes

Rome Confidential

by L'Officiel Italia
05.12.2017
Quattro interpreti del nuovo cinema italiano, ritratti in ruoli di eleganza contemporanea, senza manierismi.
Andrea Arcangeli

Dal set di “Trust”, la serie firmata da Danny Boyle sulle vicende rocambolesche della famiglia Getty, in uscita a gennaio 2018, Andrea Arcangeli, classe 1993, da Pescara arriverà in tutto il mondo. Lui, già a 19 anni, aveva lasciato l’Abruzzo per Roma e lì aveva cominciato con film e tv (nella fiction di Rai 1 “Fuoriclasse”, era Michele, il figlio di Luciana Littizzetto). Al cinema arriva con “Tempo instabile con probabili schiarite” di Marco Pontecorvo al fianco di John Turturro e Carolina Crescentini. Seguono, nel 2017, “Start up” di Alessandro D’Alatri e “Dei” di Cosimo Terlizzi (ancora in lavorazione). Il suo attore-icona di eleganza è «Colin Firth perché porta con sé un alone di carisma e aristocrazia che oscura chiunque». Il capo che invece rappresenta per lui lo stile sono gli «stivali neri, ne ho cinque paia». Ma l’eleganza è qualcosa che ha più a che fare con ciò che hai dentro: «Sta nelle piccole cose inconscie che ognuno esprime diversamente. Come la nonna che cuciva sulla poltrona, delicata e perfetta come una danza».

Vincenzo Crea

18 anni, nato a Roma, già dall’età di nove anni sapeva che da grande avrebbe fatto l’attore. Undicenne si ritrova al fianco di Laura Morante in “Appartamento ad Atene”. Quest’anno dopo aver recitato con Luigi Lo Cascio in “Il mangiatore di pietre”, sarà alle prese con il nuovo film di Matteo Rovere “Il primo re”, che racconta il mito di Romolo e Remo, quasi un omaggio alle sue origini romane. In questo servizio, Vincenzo Crea interpreta se stesso e rispolvera il suo lato più elegante, un po’ alla Mastroianni. «Incarna l’eleganza, quella italiana. Pura e libera», spiega, «che per me è prima di tutto armonia. Ciò che rende elegante una persona è il legame che riesce ad avere con quello che lo circonda. È qualcosa di innato ed è talmente naturale da sembrare quasi irriverente». Il pezzo indispensabile: «Un cappotto lungo color cammello come quello di Marlon Brando in “Ultimo tango a Parigi”».

Andrea Crapanzano

Nato a Lugo (Ravenna), 22 anni fa, cresciuto a Roma, inizia a recitare l’ultimo anno del liceo, quando viene scelto da Francesco Bruni come protagonista del film “Tutto quello che vuoi”, ruolo per cui riceve la Menzione speciale Premio Biraghi ai Nastri D’argento nel 2017. Sempre quest’anno lavora al cinema con Claudio Amendola nel film “Il permesso” ed è protagonista de “La terra dell’abbastanza” dei fratelli D’Innocenzo. L’attore che esprime al meglio la sua idea di stile è: «Nino Manfredi in “Brutti, sporchi e cattivi”: l’uomo più bello che abbia mai visto», dice. Mentre il ricordo impresso nella sua memoria che racconta un’eleganza senza tempo è quello «della bisnonna Alcea quando, a 80 anni, scendeva dalla bici in corsa mettendo tutte e due le sue gambe liscissime da un lato per poi atterrare, in modo apparentemente facile, a terra». Il simbolo del bel vestire per Andrea è il cappello («che, quando sta bene , ha il suo perché, peccato a me stia malissimo»). Ha ripiegato sugli anelli, per ora. «Non so quanto durerà».

Ernico Oetiker

Classe ’91, nato a Roma, ma di origini svizzere, si divide tra cinema e teatro dal 2014. In “In search of Fellini” per la regia di Taron Lexton , al fianco di Barbara Bouchet e Andrea Osvàrt, si cimenta per la prima volta con una produzione estera. Mentre in “Classe Z”, la commedia brillante ambientata in una classe speciale di un liceo, interpreta Ricky, 18enne geek che si diverte a postare video divertenti sul canale Youtube. Ma Enrico, in realtà è un giovane ragazzo con il mito di Steve McQueen: «L’apice dello stile. Sia a livello puramente estetico, sia personale», racconta. Eleganza per lui vuol dire sottrazione. «È l’essenza scarna dell’estetica. Quando si sottrae il superfluo fino ad arrivare alla purezza delle linee». E prosegue: «Ricordo con tenerezza mia madre, al mare, che da bambino mi pettinava i capelli ancora bagnati con la riga di lato, come un piccolo lord. Mi sentivo un principino».

Foto Virginie Khateeb

Styling Alessandra Faja

Completo con giacca monopetto di lana e camicia in popeline di cotone Dsquared2, cravatta di seta Corneliani e scarpe Santoni.

Completo con giacca monopetto in fresco di lana Gucci, camicia di cotone Brioni e cravatta di seta Corneliani

Giacca doppiopetto e pantaloni di lana, camicia in popeline di cotone Stella McCartney, cravatta di seta Paul Smith e mocassini Gucci.

Cappotto doppiopetto in panno di lana Salvatore Ferragamo, completo con giacca monopetto di cashmere Kiton, camicia di cotone Brioni, cravatta di seta Corneliani e stivaletti PS Paul Smith

Giacca monopetto di lana Luigi Bianchi Mantova Sartoria, camicia di cotone Brioni e cravatta di seta Paul Smith

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