Vocabolario di stile, capitolo 2 - L'Officiel
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Vocabolario di stile, capitolo 2

Eleganza Ante Litteram per l'uomo contemporaneo.
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Termini tecnici e dettagli rivelatori della provenienza di una certa spalla o del risvolto di una giacca. Origine di vezzi o differenze di stile tra sarti partonepei, milanesi e inglesi. Una guida (per esperti) con tutti i segreti del vestire sartoriale dalla A di asola alla Z di zip

Mezzo Windsor

Fratello minore del più formale Windsor, è un nodo che si adatta ad ogni colletto di camicia, da utilizzare con cravatte dalla seta leggera, per evitare effetti troppo ingombranti. Fu reso famoso dall’omonimo Duca, cui è anche attribuita la paternità del risvolto sui pantaloni (vedi Orlo). È costituito da sette passaggi, uno in meno rispetto al Windsor. Da preferire allo scapino in caso di cravatta lunga che rischia di terminare sotto la cintura.

Napoletano

Variante di giromanica a camicia, tipico della sartoria partenopea. Caratterizzato da piccole pieghe sulla testa della spalla, ottenute con una tromba di manica dal diametro leggermente superiore a quello del giromanica della giacca. Anche conosciuta come manica a mappina, per l’effetto stropicciato e disinvolto, dai non addetti ai lavori è spesso confuso con un difetto del capo, anziché un pregio.

Orlo

Può essere formalmente liscio, perfetto per le cerimonie o informalmente risvoltato. Fonti attendibili attribuiscono al Duca di Windsor la paternità del risvolto, che l’etichetta impone mai più basso di 4 cm o più alto di 6. Se, da un lato, una certa moda lo propone alto fin sopra il malleolo, dall’altro alcuni preferiscono che si accomodi sulla scarpa con numerose pieghe. Sposiamo la tesi di mezzo esposta da alcuni sagaci scrittori, che impongono all’o. di baciare la scarpa, senza arrivare al fidanzamento.

Pinces

Piega, singola o doppia, sul davanti dei pantaloni, che conferisce maggiore morbidezza all’altezza del bacino. Due varianti: verso l’esterno (tradizionale) o verso l’interno (rovesciata). L’homo elegans la porterà profonda di almeno 4 cm, ben stirata, ma soprattutto allineata alla piega centrale. La p. può sfioccare dal cinturino o aprirsi come un’onda da una cucitura che termina in un travetto di rinforzo.

Quarti

Elemento costitutivo della giacca, che deriva dall’unione di quattro parti principali, due anteriori e due posteriori. L’anteriore deve cadere dalla spalla come una tenda, seguendo il drittofilo, ma rispettando i volumi per non risultare spiombata. Al fondo deve girare armoniosamente verso il retro in una dolce curva disegnata dalle forbici del sarto e dalla lavorazione di tessuto e tele. Il quarto posteriore, invece, deve seguire la linea di collo, schiena e spalle senza creare pieghe sul retro. I quarti anteriori sono sempre più lunghi dei posteriori di qualche centimetro.

Revers

Termine adottato dai cugini francesi per indicare il bavero della giacca, ovvero quella parte di quarto anteriore risvoltata su se stessa, ricoperta dalla paramontura e che parte dalla cucitura del collo per terminare in una poetica curva all’altezza dell’abbottonatura. Può avere cucitura ad un millimetro dal bordo o doppia cucitura, tipica dei blazer. Può essere di tre tipi: tradizionale, a lancia o a scialle. Le ampiezze variano in base alle epoche, ma in ogni sartoria che si rispetti non è mai più stretto di 8cm.

Spalla

Elemento costitutivo della giacca, di fondamentale importanza nel mondo sartoriale. Dal tipo di spalla si può dedurre la provenienza del capo, se non addirittura il suo autore. Può essere concava o convessa, naturalmente napoletana o britannicamente imbottita, con tutte le variationes sul tema, derivanti dalle diverse scuole sartoriali. Il modo in cui ruota e la sua larghezza costituiscono oggetto di dibattito S tra gli appassionati e gli addetti ai lavori.

Tela

È lo scheletro della giacca, su cui è cucito il tessuto stesso. Quando presente, la t. parte dalla spalla e termina sul fondo, escludendo le tasche. Può essere lavorata dalla mano del sarto, che permette di lasciare lentezze tra un punto e l’altro o con macchine specifiche (es. Strobel) che se, da un lato, riducono i tempi di produzione, dall’altro offrono una cucitura lineare, disdegnata da alcuni maestri. In Inghilterra è abbinata a crine di cavallo, pelo cammello e altri elementi di rinforzo al fine di irrigidire il petto, laddove a Napoli è spesso cucita sic et simpliciter al tessuto e in alcune sartorie pugliesi è perfino assente, essendo sostituita dal cotone utilizzato per foderare le tasche.

User

Lungo cappotto doppiopetto da uomo. Presenta un collo reversibile, bavero tradizionale, soffietto al centro della schiena, martingala sul retro e spacco centrale, con o senza bottoni, in base alle preferenze. Generalmente le tasche sono applicate e con patta (modello “buca delle lettere”), mentre le maniche hanno i risvolti. Il tweed e il donegal sono i tessuti ideali per questo genere di capo. Solo i veri maestri riescono a creare sul retro, all’altezza della martingala, delle magnifiche pieghe naturali, senza l’aiuto di travetti.

Vicuña

Tessuto pregiato, più sottile del cashmere, con cui gli antichi Inca realizzavano abiti per i re. Si aggira attorno ai 12,5-13 micron contro i 14-15 del cugino cinese e prende il nome dall’omonimo camelide che vive sulle Ande a 5000 metri di altezza. La v. è la Ferrari del mondo dei filati ( il suo prezzo di mercato si aggira, infatti, attorno ai 3.000 euro al metro). Caveat: attenzione ad abbinarla a pantaloni in flanella cardata, il rischio di peeling è alto.

White Tie

È il dress code da sera più formale dei giorni nostri, anche conosciuto con il nome di frac. La giacca nera è corta sul davanti con lunga coda sul retro, il gilet in nido d’ape bianco come il papillon che dà il nome al dress code; i pantaloni a vita alta neri e le scarpe in vernice completano l’opera. La camicia, possibilmente in un cotone dal titolo filato alto e finissaggio corposo, avrà il collo rigorosamente diplomatico e i polsini da gemelli.

XY Il dna dell'eleganza

La lingua latina ci suggerisce che elegante è chi sa scegliere. Una persona davvero elegante, in effetti, sa decidere non solo come vestirsi, al fine di essere adeguato all’occasione, ma sa anche decidere come, quando e se parlare, come comportarsi con il prossimo, come muoversi, sedersi, scrivere, in altre parole, come vivere. La vera eleganza è quel concetto totalizzante che trova nei vestiti solo l’ultima, perché più visibile, rappresentazione esteriore di un essere equilibrato e sensibile alla bellezza in tutte le sue manifestazioni.

Zip

Alternativa veloce e sportiva ai bottoni, la zip pare sia stata utilizzata per prima dai Francesi nel mondo dell’abbigliamento maschile. Sebbene nel 1937 la rivista Esquire la definì “innovativa idea sartoriale”, i veri amanti della sartoria tutt’oggi nutrono nei suoi confronti la medesima diffidenza che proverebbero dinanzi ad una giacca adesivata.

Testo di Fabio Attanasio

Illustrazioni Jaume Vilardell

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