Food

Tsukihana multisensory dining

by Penelope Vaglini
06.06.2017
Nel ristorante Sagaya di Tokyo, il gruppo interdisciplinare di teamLab ha progettato uno spazio digitale per cene a base di manzo Wagyu.

Nel 2017 è stato inaugurato Tsukihana, uno spazio digitale che ospita un nuovo tipo di cena multisensoriale. Lo scenario è quello di Tokyo, più precisamente il quartiere di Ginza, dove il ristorante Sagaya offre ai propri clienti un’esperienza interattiva che si serve della tecnologia per fare interagire tra loro i commensali. L’installazione Worlds Unleashed and then Connecting è stata ideata dal gruppo teamLab, un collettivo multidisciplinare di artisti, programmatori e grafici, per essere collocata permanentemente all’interno di una sala privata del ristorante e per cambiare mensilmente, esaltando l’offerta di piatti stagionali.

Solamente otto persone al giorno possono accomodarsi da Tsukihana e provare il menu da 12 portate ideato dallo Chef Tadano e dal suo staff, dove l’ingrediente principale è la pregiata carne di manzo Wagyu, tenera e dall’aspetto marmoreo. Ognuna delle preparazioni viene accompagnata da un vino in abbinamento e da proiezioni interattive, presenti sia sulla superficie del tavolo che su tutte le pareti della stanza. L’alternanza di immagini che richiamano il mondo della natura, mirano a esaltare il gusto degli alimenti attraverso la vista, il tatto e l’olfatto.

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La particolarità di questa installazione è il fatto che l’esperienza venga attivata grazie a un dispositivo di intelligenza artificiale, che genera una reale interazione tra le persone sedute al tavolo, le proiezioni e il cibo. Infatti, una volta servito il piatto, dal suo interno si sprigionano elementi che prendono vita: fiori, alberi, uccelli e farfalle iniziano il loro viaggio tra un commensale e l’altro e i loro movimenti vengono influenzati dai gesti delle persone intente a mangiare. Capita così che un piccolo volatile possa posarsi sulla forchetta di un ospite immobile e per poi tornare a volare non appena questo riprenda a muoversi. L’evoluzione di ogni elemento proiettato rappresenta il flusso costante della natura, mentre la casualità dei gesti e dei movimenti fa sì che ogni cena sia differente da un’altra, rendendola unica e irripetibile.

Nonostante il suo aspetto tecnologico, questa esperienza è estremamente legata alla tradizione, grazie alla bellezza dello sbocciare dei fiori giapponesi, ai piatti di manifattura artigianale sui quali vengono servite le portate e agli ingredienti come il Wagyu, che arrivano direttamente dalle fattorie vicine al ristorante.

Image courtesy Sagaya-Ginza.com

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