Sara Blomqvist - L'Officiel
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Sara Blomqvist

Top model svedese di 29 anni, gestisce col marito una pizzeria a New York, ama i lavori manuali e sa che il centro di tutto è la famiglia. «La felicità? È qualcosa a cui tutto dobbiamo aspirare. Se c’è qualcosa o qualcuno che ti rende infelice, cambiala!»
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Foto Jens Ingvarsson
Styling Marina Ingvarsson

Sara Blomqvist è l’esponente più riconoscibile della nuova onda di modelle del fashion system: smaliziate con i piedi per terra, coscienti del fatto che avere una vita “regolare” è ormai da considerarsi un lusso per le trentenni di oggi. Un marito, dei figli, degli hobby (più o meno segreti) dal saper intrecciare ceste a voler studiare recitazione. Passata l’epoca delle top model à la Versace e delle heroine chic, delle adolescenti di buona famiglia, oggi la sete di “verità” ha spinto i maggiori brand a puntare su ragazze concrete - ma non calcolatrici. Come questa ragazza svedese amante degli animali che “da grande avrebbe voluto fare la veterinaria” e si è ritrovata, quindicenne, sulle passerelle dei marchi più importanti nel panorama moda, da Prada in poi, lanciata in una carriera fatta di grandi soddisfazioni. Lontana dai cliché di chi usa la propria bellezza per farsi largo nella società, è figlia di artisti di modesta provenienza, che l’hanno seguita, sostenuta e aiutata nelle scelte passandole l’idea che la famiglia, il rispetto per gli altri e la curiosità siano valori centrali da perseguire.

È convinta che tra le donne non ci sia abbastanza complicità, nel lavoro come nella vita

Oggi, con il marito Jeremy Young, papà del loro bambino, condivide non solo il lavoro come modella, ma anche quello nella loro pizzeria “Scarr’s Pizza” a New York. Pulire, sistemare i tavoli, stare dietro al banco, non come forma di snobismo ma come metodo per vivere un’esistenza reale, non fittizia. Sara fa molti dei lavori femminili manuali che erano consuetudine una volta, ma che la maggior parte della ragazze ha bandito dalle proprie abitudini, come lavorare all’uncinetto e ai ferri, fare ceramica, tingere gli abiti in casa. «Giocavo nel laboratorio dove mia mamma lavorava i tessuti. Stampavamo con la tecnica del batik, io cucivo». L’intenzione sembra essere quella di fondare un proprio marchio: «frequento un corso di business al Fashion Institute of Technology di New York, spero che presto possiate vedere altro del mio lavoro». È convinta che tra le donne non ci sia abbastanza complicità, negli ambienti di lavoro come nella vita, neanche dopo questa ondata di denunce che ha colpito il mondo dello spettacolo

e della moda come un uragano. «È il momento che le donne lascino da parte quella competitività l’una verso l’altra che abbiamo incisa come un mantra nelle ossa. La società ci ha predisposte ad esserlo, che sia in amore, lavoro, amicizia. Dobbiamo farlo per le prossime generazioni, perché non commettano questo nostro stesso errore». Da madre è molto sensibile quando si tratta del futuro degli adolescenti. I teenager pionieri nella lotta contro la violenza negli Usa la fanno sentire in qualche modo speranzosa che saranno loro a raccogliere la responsabilità sociale di fare qualcosa per sanare i problemi in cui si trova buona parte della popolazione americana ma anche mondiale. «Ai miei tempi, non era cool appassionarsi all’ambiente o ai diritti umani, ma adesso fortunatamente le cose sono cambiate. E anche se a volte, in questo mondo dei social media, può sembrare che le persone vogliano fare solo per “apparire”, perlomeno, forse, questo porterà altri a prendere una posizione e a interessarsi a quello che accade al di fuori

«Spero che oltre ad apparire i social media servano a interessarsi a quel che accade nel mondo»

dal proprio giardino, ispirando i più giovani a diventare scienziati, attivisti, politici, professioni con cui possano davvero fare la differenza». Da una persona molto razionale come lei non ci si aspetterebbe una carriera ipoteticamente rischiosa, perché instabile e incerta, come quella di modella. «È ironico: non ho seguito il mio impulso alla recitazione perché non lo consideravo un lavoro sicuro per il futuro. Significa che quando sei destinato a qualcosa i fatti si predispongono per te». Sara ha una forma di spiritualià molto personale. Nei momenti di smarrimento il suo modo per ritrovare il bandolo della matassa è ritornare alle cose importanti, come la famiglia e gli amici, quelli che tengono a te e non a quello che possono ottenere da te.e. Cercare di apprezzare quello che si ha, soprattutto quando monta la gelosia o l’invidia verso qualcun’altra. Non è una persona che si accontenta, ma è abbastanza pragmatica da capire che spesso le cose non vanno nel modo in cui ce le aspettiamo, e che questo va bene. «La felicità è uno stato di mente a cui tutti possiamo aspirare. Se c’è qualcosa o qualcuno che che ti rende infelice, cambiala».

Cover: Giacca di seta stampata con zip, pantaloni di seta stampata, occhiali da vista e cappello con perline, tutto Gucci
Foto1:Giacca di seta con ricami, Giorgio Armani
Foto2:Pullover girocollo di cachemire blu e bianco, gonna di organza di seta nera trasparente e scarpe di pelle nera e bianca con dettagli in grosgrain, tutto Chanel
Foto3:Abito di nappa con stampa floreale, camicia di batista color arancio, calze di tessuto tecnico bicolore, scarpe di raso bianco, tutto Miu Miu
Foto4:Maglia di lana con zip, camicia di cotone e cappello di nylon, tutto Prada

Video Coverstory
Backstage cover story issue 24

Video Ruslan Pelykh
Producer Francesca Valente
Make-up Yuki Ayashii
Hair Takayoshi Tsukisawa

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