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Openism AI 2017

by Matteo Bengala
08.03.2017
Tra la metropoli e l’oceano, tra il deserto e l’area industriale esiste uno spazio, un punto di intersezione. È una zona di passaggio, ambigua, dove territori fisici e immateriali in contraddizione si incontrano. Un non-luogo. Uno spazio vuoto di significato, senza identità o tradizione.

Ibrahim Mimou vuole raccontare un’altra storia, una storia in cui questi non-luoghi mutano la loro natura e dove il senso di perdita si risolve in un desiderio di collaborazione, di appartenenza ad una comunità e di interazione.

“Not alone” è il nome della collezione autunno-inverno ’17 firmata dal giovane Mimou per Openism.

Come i luoghi che hanno ispirato il designer, anche i capi della collezione hanno una natura ambigua e sono genderless, mettendo in discussione i concetti di maschile e femminile. Si prediligono forme ampie e tessuti quali il velluto a coste e la spugna.

Un forte richiamo alla tradizione è dato dalle stampe sulle t-shirts che raffigurano Yaqub Sanu, giornalista e attivista egiziano vissuto tra Ottocento e Novecento e fondatore della rivista satirica Abou Naddara. Il Medio-Oriente incontra così l’Occidente che offre una base streetwear su cui si costruisce la collezione, tra hoodies e sham pants.

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