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Minigonna, che storia! La leggenda eterna da Mary Quant a oggi

Mettici un po' di Swinging London, qualche centimetro in meno ed è subito mito
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Di jeans, in tartan, di velluto a coste, in cotone con stampa floreale: vada come vada, difficile trovare un armadio femminile in cui non sia presente lei, la minigonna. Un capo di abbigliamento tanto comune oggi quanto rivoluzionario un tempo, poco più di cinquant'anni fa. È il 1955 quando Mary Quant, nella sua casa londinese adibita a ristorante a King's Road, inventa la minigonna, decretata capo di culto appena 10 anni dopo, nel 1965

Casa, ristorante, poi bazaar: è qui che Mary vive e crea insieme agli amici Alexander Plunket Greene e Archie Mc Nair, è qui che Mary trasforma le influenze della Swinging London in un capo leggendario. La Quant osserva le ragazze che, all'epoca, brulicavano tra le vie di Londra: subito le pare lampante quanto ci sia, in loro, il desiderio di libertà e, sopra ogni cosa, la voglia di ritrovare la fancuillezza scalzata via da impettiti tailleur e gonne al ginocchio. E se la Regina stava facendo di tutto per far sì che il suo Paese rimasse il più tradizionale possibile, le donne erano di ben altro avviso. Impossibile non rimanere toccate dalla leggerezza dei Beatles e dall'erotismo dei Rolling Stones. Così Mary, studiosa attenta, non aspetta di più e dà inizio alla storia della minigonna che con un colpo di genio riesce subito a far diventare famosa: come modella, sceglie una certa shampista di appena 17 anni, tale Lesley Hornby. Esile come un uccellino, occhioni da cerbiatto, taglio pixie cut d'ordinanza: Lesley diventa Twiggy, una delle leggende viventi della moda del Novecento. 
 

Ciò che ha sempre sostenuto Mary Quant è che fossero proprio loro, le ragazze, ad aver creato la mini, mini proprio come la macchina più britannica che ci sia. E, così facendo, mette un punto alla questione col divino Courrèges che si attribuì il brevetto della minigonna nel 1964, avendo disegnato degli abiti corti e dalla linea trapezoidale. La verità è che se non ci fosse stata la Quant non avremmo mai avuto questo capo di abbigliamento o, sicuramente, lo avremmo ottenuto più tardi, molto più tardi. Ci vuole coraggio per andare controcorrente e lei sì, ne ha avuto parecchio. Così, grazie al bazaar in King's Roas quella stessa strada diventa la tappa obbligata per gli amanti della moda inglese e, successivamente, mondiale. E il merito di aver contribuito alla nascita della moda britannica viene riconosciuto a Mary Quant anche dalla regina Elisabetta che, appena un anno dopo rispetto ai Beatles, la investe dell'onorificenza di Cavaliere della Corona Britannica, il riconoscimento più prestigioso per un inglese. 

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