Balenciaga, l'oeuvre au noir - L'Officiel
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Balenciaga, l'oeuvre au noir

Cento anni dall'inizio della storia di Balenciaga, celebrati da mostre a Parigi e Londra ma soprattutto da Demna Gvasalia.
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Nel 1936 inizia la storia di uno dei maestri della haute-couture, Christobal Balenciaga. Un genio riservato e schivo, mai uscito neanche in passerella, capace di lavorare giorno e notte su una piega realizzando capolavori iconici. La storia continua oggi grazie a Demna Gvasalia che, grazie alla lucida strategia del Gruppo Kering, dal 2015 é alla guida artistica di Balenciaga.

Ci sono tante affinità fra il rigore dell'hidalgo, figlio di pescatori spagnoli, e la rudezza schiva del georgiano, capace di smentire ogni convenzione: le sfilate inaccessibili, le modelle belle perché brutte e normali...ma soprattutto il lavoro. Chi ha preso in mano il patrimonio di quello che Cecil Beaton definiva un profeta e Christian Dior un maestro, é l'espressione più importante della continuità e della possibilità di ricreare creando: i dogmi dello stile Balenciaga sono studiati a fondo e diventano tracce su cui camminare, con materiali e tecniche nuove. L'ultima sfilata é una dichiarazione di stima creativa che culmina con una vera e propria resa all' insuperabile genio dell'inventore degli abiti tunica, a sacco, a palloncino. Gvasalia fa sfilare quei modelli storici che esaspera nel decoro e nelle forme, ci aggiunge accessori oversize, come Christobal aggiungeva cappellini strani su serissimi tailleur: accenti grafici per enfatizzare il tono del discorso. La sua trasgressione é come quella di Christobal che, per primo nel 1957, lancia l'abito da sera corto.  In entrambi c’è la volontà di chiedere un’attenzione diversa a chi guarda e a chi sceglie.

Tutto questo rappresenta la serenità di sapere che il futuro di una storia così importante è in ottime mani: la celebrazione più bella, ma non la sola di quest'anno.

In attesa della mostra che il V&A aprirà a maggio “Balenciaga:Shaping Fashion”, con cui spera di ripetere il successo di quella dedicata ad Alexander McQueen contando anche su pezzi inediti di proprietà dei loro archivi, parliamo della nuova esibizione esterna del Palais Galliera aperta in questi giorni al Museo Burdelle.

L'omaggio al “couturier dei couturiers” si intitola “L'Ouvre au Noir”, come il romanzo che Marguerite Yourcenar dedica a Zenone l'alchimista, filosofo e scienziato. Il nero come elemento alchemico per rendere visibile l'invisibile, la purezza della forma e della materia. Così spiega la curatrice Véronique Belloir nel catalogo “...il nero in Balenciaga risuona come la rinuncia a ogni ornamento per arrivare all'essenza della forma, per portare la sua ricerca verso una decostruzione delle linee tradizionali dell'abito spostando i volumi, creando figure sempre più pure”.

Sessanta pezzi in un allestimento spettacolare che, oltre a mostrare documenti fondamentali come le tele di costruzione degli abiti, pezzi sconosciuti provenienti da collezioni private, foto e immagini di archivio inedite, porta ad una lettura definitivamente artistica del lavoro artigianale della haute-couture. Un tributo colto per chi sapeva già che “Nessun sarto può rendere elegante una donna se già non lo é”. e ha anticipato anche la fascinazione contemporanea per i capelli grigi di muse fuori dall'ordinario.

Dove 

Al Museo Burdelle a Parigi

Quando

8 marzo - 16 luglio 2017

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