Fashion Week

Yohji Yamamoto e la sottile ironia del nero

La collezione 2020 gioca con slogan irriverenti e schizzi di colore
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Le proporzioni di Yohji sono una certezza. Giacche workwear e pantaloni ampi,  tute con grossi tasconi, sono indossate al posto dei pantaloni con giacche camouflage. C’è una vena artistica che scorre nelle vene dell’uomo Yohji, che ci porta all’interno di un atelier-bunker, con lunghi cappotti militari, con maglie cropped sovratinte di colore e sfilacciate, pantaloni con scritte-graffito, coach jacket e pantaloni con risvolto in tessuto tecnico con stampa a schizzi di colore e il basco, il berretto degli artisti e dei rivoluzionari. Perché alla fine, più che di artisti, si tratta di partigiani, i poeti degli ideali, che rappresentano la squadra d’azione di Mr. Yohji, che nonostante i suoi 76 anni continua ad andare contro  corrente e si ribella ai trend. L'ufficiale (gentiluomo)  indossa diversi layer a partire dalle camicie e maglie con lettering giapponese, chinos patchwork di tessuti tradizioanali, toppe di lana agugliata e un tocco di metallo per i bottoni di design, lunghe catene usate come decoro di giacche e peacoat asimmetrici, da cui fuoriuscivano porzioni di seta svolazzante. Certamente, un cappotto con impunture a vista che formano una scacchiera, ornato con "Naughty Yohji" con caratteri dimensionali, non dà l'impressione che il designer abbia alcuna intenzione di ritirarsi.

 

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