Fashion Week

Vivetta e la nostalgia creatrice

La Primavera Estate colorata e anni sessanta della designer
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Modelle fasciate da abiti dalle silhouette ben definite sfilano fra colonne e sculture greche, bianche, surrealiste, create appositamente per lo show dalla designer Garance Vallée. Alla fine della passerella le rgazze passano attraverso una porta, anche lei bianca, che segna il confine fra il passato e il presente. La nostalgia è la forza che muoveva gli eroi greci, e che ispira la collezione Vivetta Primavera/Estate 2020. Una nostalgia viva, energica, mai ferma, che mette in comune esperienze e ricordi. I peluches ci ricordano che abbiamo qualcosa in comune con gli altri, l’infanzia: sono musi di gatto quelli sui cappelli in paglia a falda larga. Grazie ai tessuti iridescenti, lucidi, freschi sembra di stare in un giardino di mattina, con i fiori bagnati dalla rugiada. Corolle di margherite giganti alle orecchie, stampe floreali a piccoli fiori ricordano abiti di una zia lontana. Aria, sole, acqua. Atmosfere estive anni Sessanta rivivono in abiti di popeline avvitati, maniche a pouf e gonne vaporose impreziosite da ricami di cristalli Swarovski. Le camicie da uomo di cotone rigato sono rielaborate con applicazioni oniriche: colonne doriche, cestini di fiori, statue, bocche, mani. Vivetta mescola presente, passato e futuro, per formare un nuovo tempo, ulteriore, come quello delle favole. 

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