Fashion Week

Le gladiatrici urbane di Ports 1961

Un viaggio nei costumi romani al tempo di donne patrizie e gladiatori. La delicatezza delle guerriere metropolitane si esprime con una moda sleek & chic
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A fare da cornice alla sfilata di Ports 1961 per la Primavera-Estate 2021 è il portico del Museo Nazionale della Scienza e della tecnologia Leonardo da Vinci. E nonostante lo show abbia avuto luogo nella capitale della moda, ovvero Milano, è ben chiaro che modello di riferimento di Karl Templer sia stata piuttosto la Roma Antica, di cui riconosciamo i riferimenti nelle tuniche e negli accessori. Ieri Donatella Versace ci ha catapultati in una polis greca, oggi torniamo a viaggiare nel tempo; sembra che i designer questa stagione abbiano colto in pieno il desiderio condiviso di tornare a visitare mete sconosciute, e di lasciare libero sfogo all’immaginazione.

Il Direttore Creativo ha dichiarato di volere dar vita ad abiti che fossero in grado di abbracciare, che potessero sostituire quel contatto umano che ormai da troppo tempo si trova ai suoi minimi storici e di cui si sente terribilmente la mancanza; arriva dunque una collezione finalizzata a far riscoprire alla gente il piacere di vestirsi, a volte anche solo per compiacere se stessi. I cappotti e i trench sono in tessuti morbini, leggeri; avvolgono e aderiscono al corpo; il tailoring è destrutturato e doppio; gli abiti sono plissettati e aperti; la maglieria è drappeggiata. Ma sono le toghe a essere protagoniste, o meglio, le interpretazioni: plissettate, see-through con ricami laserati, con maniche asimetriche, con maniche a sbuffo, con scollo a v e fasce verticali impreziosite da ricami, in tessuti dal cotone alla seta. Non vi è traccia di eccesso, ad avere la meglio sono abiti midi a tinte neutre seppure con qualche tocco di colore monocromatico come il rosso carminio. La donna di Ports dimostra che femminilità e sensualità possono trascendere l’ostentazione.

Lo stampo classico – borghese ha la meglio anche negli accessori; per la prossima primavera/estate Ports 1961 propone borse doppie; il giracollo gold, immancabile evergreen, che può viaggiare da solo o in compagnia di collane lunghe e rigorosamente dorate, ancora meglio se arricchite da ciondoli importanti e dalla forma indefinita ( ciliegina sulla torta è la pietra colorata). E se il gioiello ha sicuramente colpito, il key element indiscusso della collezione è il sandalo alla schiava, anche qui inevitabile richiamo ai gloriosi centurioni romani e alle eteree vestali.

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