Fashion Week

Tommy now/ TommyXLewis Fall 2019

Un’esibizione del rapper Pusha T e un party alla Società del Giardino per presentare la terza capsule frutto della collaborazione tra il campione di Formula 1 Lewis Hamilton e Tommy Hilfiger
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Capi essenziali, cool, uomo e donna, pensati per la Z Generation: sono quelli presentati ieri alla Società del Giardino, risultato della terza collaborazione tra il 5 volte campione del mondo della Formula 1 Lewis Hamilton e Tommy Hilfiger.  «La prima volta che ho visto Hamilton di persona è stato qualche anno fa nella lobby del Plaza, a New York», racconta il designer americano. «Sono rimasto estremamente colpito dal modo in cui era vestito, mi è sembrato evidente che fosse un uomo affascinato, addirittura ossessionato dalla moda. Mi sono presentato, lui ha detto di apprezzare molto i miei vestiti, io gliene ho fatti inviare alcuni in regalo, ho visto che li ha effettivamente indossati. Quando circa un anno dopo l’ho rincontrato al ballo del Met gli ho proposto di fare qualcosa insieme. Credo molto nelle collaborazioni, perché sono sempre stato convinto che per mantenere rilevante il marchio sia fondamentale l’apporto di sempre nuove idee. Lui mi ha proposto di sponsorizzare il team Mercedes nella Formula 1, e io ho deciso di farlo: la stragrande  maggioranza degli uomini ha una passione per le auto e per la Formula 1, e Lewis, cinque volte campione del mondo, ci ha portato tutti i suoi fans, una nuova tipologia di pubblico». Per Hilfiger l’evoluzione nel tempo del loro rapporto non ha fatto altro che intensificarsi e velocizzarsi. «Hamilton è coinvolto in ogni aspetto della collezione, dalla scelta dei colori a quella dei materiali, dal fit alla comunicazione. Si dedica molto: non è raro vederlo arrivare, il giorno successivo a una gara importante da qualche altra parte del mondo, nel nostro headquarter di Amsterdam».
Tra i temi fondamentali per entrambi c’è la sostenibilità: «Sono anni che la il brand si impegna in questa direzione, studiando come non utilizzare acqua nel lavaggio dei jeans, come riciclare il denim, come ottenere tessuti a partire dalle materie plastiche. Ma io non amo fare dichiarazioni altisonanti corrispondenti a verità parziali, quando avremo fatto dei passi avanti particolarmente significativi lo comunicheremo, non sono interessato al greenwashing».
E a livello personale, com’è Lewis?
«Un uomo estremamente leale, concentrato sulla famiglia. Molto concreto, molto ancorato alla realtà. Come me viene da una famiglia non particolarmente ricca, colta, ben connessa o privilegiata. E come me ha lavorato duramente per arrivare dove è arrivato».
Quale sarà il futuro della vostra collaborazione?
«Penso che prima o poi Hamilton voglia lavorare a un brand tutto suo, ma naturalmente il futuro è pieno di incognite e di opportunità».
In generale, come va Tommy Hilfiger in Italia?
«Ci siamo da quasi vent’anni, e continuiamo ad essere molto apprezzati. Credo che il mercato ci riconosca soprattutto l’ottimo rapporto tra il prezzo e la nostra premium quality».
E cosa ci sarà nel futuro globale del brand?
«Vogliamo continuare ad essere degli innovatori in grado di cambiare le regole del gioco, ma in modo intelligente, ragionato. E naturalmente le collaborazioni restano fondamentali. Basti pensare al successo di quella con Gigi Hadid. Quando l’ho scelta era già famosa, ma non era la superstar che è diventata in seguito, era una modella da 3 milioni di followers, non da quasi 50 come oggi. Ma avevo puntato su di lei perché era una persona molto carina, oltre che perché non era uno stecco ma una ragazza con delle curve con cui era più facile per le donne entrare in relazione. Oggi sto lavorando con un personaggio  multitalented come Zendaya».     

La collezione Tommy now/ TommyXLewis Fall 2019

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