Fashion Week

L'inno alla giovinezza di Prada

«Freschezza e ottimismo... Gioia». Sono queste le parole chiave attorno a cui Miuccia Prada ha costruito la Spring-Summer 2020 in scena a Shanghai nella cornice del Minsheng Art Wharf, il più grande silos di tutta la Cina, diventato palcoscenico della sfilata e di sette performance. Nel segno di un dialogo creativo di nuova generazione, tra silhouette allungate, coloriture naïf e ornamenti lo-fi
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«Avevo voglia di freschezza, di giovinezza. Volevo che questa collezione raccontasse l'energia della gioventù di oggi. Che regalasse un boccata di ossigeno e di ottimismo. Che fosse uno spunto per osare nel cambiare qualche regola del menswear un po' troppo definita». Miuccia Prada arriva a Shanghai come un tornado e porta la  Men's spring-summer 2020 collection targata Prada in un tempio digitale speciale. Sbarca nelle sale del Minsheng Art Wharf, in un immenso silos con le sue 80 mila tonnellate di grano immagazzinato e lo trasforma in un Olimpo space grazie al concept Illuminated creato dallo studio
AMO/OMA. Tra i coni rovesciati destinati a ospitare le granaglie e le arcate sorrette da colonnati di luce blu si muovono i boys del marchio milanese. Capitanati dal modello Nathan Westling, ovvero l'ex modella Natalie Westling al centro delle cronache per la sua scelta di aver iniziato un percorso di passaggio di genere. È lui, tornato per la prima volta in pedana dopo una lunga assenza dovuta al suo percorso di trasformazione, il volto della generazione young & free immaginata da Miuccia Prada. «Avevo voglia di un messaggio positivo e di novità... Avevo voglia di libertà. Di annientare certi stereotipi. Di scherzare», ha poi aggiunto la designer. «Sono curiosa e mi affascina indagare sui giovani. Cerco di capirlo, di ascoltarli. Voglio vedere cosa succede nel mondo. Con la moda non voglio fare politica. Preferisco lavorare sulla società per interpretarla e studiarla». Uno studio che questa stagione ha portato la stilista verso un universo che ama il passato, senza alcuna nostalgia. «La tecnologia è diventata un oggetto di culto per i ragazzi... Io ho voluto recuperare alcuni simboli della mia tecnologia per trasformarli in decoro». Oggetti un po' pop un po' cartoon che giocano con la silhouette, fra musicassette e telecamere lo-fi trasformate in puro ornamento. O macro logo Prada con un mood retrofuturistico. Tutto è gioco. I colori, delicati e, a tratti, naïf. Le silhouette, sbagliate perché allungate o distorte, come quelle di un bambino che indossa abiti da adulto. E poi canotta morbide, rigature maxi, cotoni da adolescente, polo e giubbotini da scolaretto, bowling bag e zainetti in ogni foggia, tracce da soldatino, overcoat da gita scolastica e fantasie fumetto. Per un Peter Pan concettuale. «Il mio viaggio nella moda è per rompere stereotipi. Perché la moda, nella sua essenza stessa è cambiamento. E il mio è uno statement di moda prima di tutto», ha concluso. «D'altronde fashion is fashion. Se ami la moda ha sempre voglia di nuovo. Sei sempre lì a chiederti quale sarà il next step... Ecco questo è il mio next step nel menswear». Un messaggio che arriva forte e chiaro grazie anche al palcoscenico del silos, il più grande di tutta la Cina, che si anima anche nel dopo sfilata, questa colossale e imponente architettura post-industriale diventa teatro di una notte targata Prada. I sette piani nascono tra scale mobili illuminate da neon, tunnel di vetro affacciati sulla zona portuale del fiume ma anche quinte di plastica riciclabile e gabbie di metallo decorate di neon. Al settimo piano cena esclusiva per gli ospiti con menù fusion ma soprattutto una scaletta di animazioni speciali. Prima del party, chiamato ad animare la notte della città cinese, performance musicali e teatrali in un turbinio di dialoghi creativi. In primis le architetture luminose del collettivo londinese Uva-United visual artists. Poi le musiche del dj britannico Craig Richards, producer, organizzatore e curatore di festival all’avanguardia della scena musicale dance elettronica da oltre vent’anni. A completare la squadra Ben UFO, uno dei selezionatori di musica dance contemporanea più tecnici ed eclettici, ma anche l'italiano Francesco Tristano, compositore e performer, la compagnia di danza Variety worldwide, guidata dal direttore creativo David Ley e dal produttore esecutivo Andrew Katz, e Dana Leong, polistrumentista e compositore vincitore di due Grammy award, accompagnato dalla ballerina Katherine Crockett.

 

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La location

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