Fashion Week

New York Day 3: Anna Sui e Marina Moscone

Un nome chiave della fashion week newyorchese e un talento da scoprire
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ANNA SUI 

Anche questa stagione la collezione Spring-Summer 2021 di Anna Sui prende spunto da un documentario su una donna artista, e questa volta è la pittrice impressionista Berthe Morisot. Riferimenti agli acquerelli dell'era della Depressione di Charles Burchfield, ai colori sbiaditi del film ceco Daisies del 1966 e alla semplice bellezza dei mercatini delle pulci. Con una tavolozza di colori polverosa, dal rosa baby all' avorio, dalle tonalità cerulee fino a quelle magenta. Sui ha fatto quello che sa fare meglio: creare abiti daytime stravaganti con micro-stampe floreali e non, mescolando voile di cotone e organza con la mano fiori ricamati. Lavorazioni patchwork, trapuntature, ricami e nastri che dettagliano quasi ogni capo, dai pantaloncini di jeans ai tanti vestiti con allacciatura sul retro. La novità è anche il coinvolgimento di un gruppo di creativi da mondi differenti. Su Instagram, ha trovato l'artista Stevie Shao, la cui grafica da attivista appare su felpe e magliette. Fellow Earthlings, un'azienda di occhiali indipendenti ha creato nuovi stili di occhiali da sole dagli scarti delle stagioni passate, marmorizzando acetato verde, rosa e nero in montature vorticose con catene stile nonna. Riverside Tool & Dye, atelier di Philadelphia ha collaborato alle tinture di cappotti da lavoro tinti di ghiaccio e pantaloni da lavoro in lilla e cipria. Birdie Purl ha realizzato borse di tela con filati di magliette riciclati. Uno step verso un approccio sostenibile di upcycling che il brand non aveva mai intrapreso prima del lockdown, periodo nel quale si è dedicato a numerose attività di riciclo di materiali.

MARINA MOSCONE

Nata a Vancouver, in Canada da padre italiano e madre sudafricana, Marina Moscone è cresciuta in una famiglia circondata da arte e cultura. Il suo amore per la moda e il disegno parte fin dalla tenera età. Figlia delle tendenze anni 90-2000 Marina ne rivede l'estetica e la mescola con tocchi glamour. Riparte dai classici del guardaroba: il tailleur, la T-Shirt, la camicia bianca, il tubino. Una T-shirt extra lunga, diventa l'evoluzione dell'abito “post-quarantena”: comodo, ma sorprendente, soprattutto abbinato a ballerine di pelle plongé. Il key look è un abito in seta scivolato, semplice e molto anni Novanta. Con allacciatura all'americana, impreziosito con un ornamento di argilla che Marina ha realizzato nella cucina di casa sua durante la quarantena. Le camicie hanno un tocco in puù: il pannello drappeggiato intorno alle spalle è rimovibile, quindi puoi indossarlo sopra uno slipdress, una canotta o, suggerimento di Moscone, anche come fosse una T-shirt.

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