Fashion Week

Il lato oscuro di MSGM

Massimo Giorgetti racconta di come la sua fascinazione per i film del regista di horror Dario Argento abbia influenzato la collezione di MSGM, svelandone un’indole più matura, fatta di completi anche a tinte forti che dialogano con il i codici street tipici del marchio
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«Siamo in due. Io e il mio lato oscuro». Con queste parole di Dario Argento, Massimo Giorgetti riassume nel backstage il senso della sfilata del suo brand MSGM. Il regista romano famoso in tutto il mondo per i suoi noir e horror di grande atmosfera ha fortemente influenzato la creatività dello stilista, come ha raccontato in backstage. «Dario è un uomo così speciale, pieno di gentilezza e con una grande passione per i colori e per la bellezza sia maschile sia femminile. Ho scelto di inserire diverse donne nelle sfilata proprio perché lui mi ha detto che ci deve sempre essere la presenza meravigliosa di una donna. Mi ha dato le locandine originali di alcuni suoi film tra cui Il gatto a nove code del 1971, Profondo rosso del 1975 e Suspiria del 1977 e sul finale dello show ho messo una serie di look che sono un chiaro riferimento alle sue opere. Quello che però è accaduto è stato un processi più particolare scaturito dall’incontro tra Massimo e Dario: è come se MSGM fosse entrato nell’immaginario di Dario Argento, con il risultato di una collezione a tinte accese, con il rosso, il ciclamino, il turchese, il verde che dialogano alla perfezione con le varianti dark. Ho anche inserito diversi completi, una scelta che probabilmente non avrei fatto qualche mese fa, ma che mi rappresenta bene oggi. Sono dei completi che convivono senza problemi con la parte più street di felpe e di denim che non rinnego certo, perché sarà sempre parte di me.

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