Fashion Week

Ludovic de Saint Sernin e le sue muse sexy e trasparenti

L'approccio voyeuristico del designer belga presentato al Centre Pompidou parigino
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È uno dei marchi più alla ribalta del momento. Uno dei più richiesti, osservati e chiacchierati. 
Ludovic de Saint Sernin, brand omonimo fondato dal giovane stilista belga, ha sfilato ieri a Parigi su una splendida terrazza in cima al Centre Pompidou, nel cuore pulsante del Marais. Lo stilista ha portato in passerella le sue proposte per la prossima Primavera/Estate 2020. Una line up composta essenzialmente da soli looks uomo, con qualche aggiunta qua e là pensata per la donna. Hanno sfilato pantaloni in pelle e organza, soffici chemisier, cappotti, maglie aderenti e tank top trasparenti. Tutto abbinato a sandali bassi in pelle indossati senza calze. Ciò che ha portato il marchio sulle pagine delle cronache modaiole di tutta Europa è scivolato davanti agli occhi di stampa e compratori. Immancabili le allacciature incrociate, sul fronte e sul retro di magliette, pantaloni e anche slip. Sì, perché capo iconico di Ludovic de Saint Sernin è proprio lo slip intrecciato sul davanti, feticcio di editor e giornalisti appassionati del genere. Un indumento dal sapore tribale, certamente sexy, retaggio forse degli anni in cui lo stilista ha vissuto in Africa assieme alla sua famiglia. Cifra distintiva di Ludovic è il saper abilmente solleticare lo sguardo del pubblico. Inutile dire infatti che le forme erano smilze e aderentissime. I corpi, anche se vestiti, apparivano nudi, o quasi. In un gioco voluto di sensuale ironia, che ricorda l'esperimento sexy di Shirtology, marchio francese di lingerie maschile in voga sul finire degli anni Novanta e i primi Duemila. Però qui si intravede una maggiore componente fashion e un gusto nineties - per l'appunto - che oggi, più di quanto fosse ieri, è in super tendenza.  

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