Fashion Week

Junya Watanabe AI 2017

by Alberto Calabrese
15.03.2017
L'oggettività delle forme viene sostituita dalla possibilità delle curve e degli spigoli, che sovraccaricano le silhouette con costante forza creativa e continuo dinamismo.
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Junya Watanabe ama far collidere mondi opposti per generare risultati esplosivi, che derivano da commistioni assolutamente inaspettate. La sua passione per il punk si è unita a quella per la lavorazione dei tessuti a mo' di origami che, a loro volta, sono un intricato crogiolo di geometrie e fantasie: tutto questo per la collezione autunno-inverno 2017. L'oggettività delle forme viene sostituita dalla possibilità delle curve e degli spigoli, che sovraccaricano le silhouette con costante forza creativa e continuo dinamismo. Il punk quindi come punto di partenza, dal quale Watanabe si allontana, per percorrere unicamente strade mai battute prima. 

La biker jacket è proposta in cavallino animalier, ma le maniche, removibili grazie a degli strategici bottoni, sono un fiorire di origami in tartan rosso dall'effetto scultoreo. Un punk nipponico nel quale il patchwork diventa leitmotiv centrale dell'intera collezione, ad esempio per top e poncho ottenuti da dischi tridimensionali, che combinano in modo assillante fantasie e materiali. La lolita dark di Watanabe indossa una mini, realizzata appunto con piccoli spicchi di tessuto in un medley di pelle, vernice, paillettes, cavallino, stampe fiorate e spigate. Le giacche diventano origami sempre più plastici, creando volumi inconsueti e abbinate con nonchalance a kilt in tradizionali check anglosassoni, calze a rete minuziosamente operate e anfibi in nuances pop. Anche gli abiti si tridimensionalizzano includendo angoli e piramidi o strutture volumizzanti, come zip a spirale per gonne a ruota, e semicerchi usati invece per innovati boleri. Il patchwork si complica in modo crescente nei completi e nei trench, che tra i già numerosi materiali vedono aggiungersi anche il broccato, analogamente al complicarsi dei volumi della parte finale della collezione, in cui il plissé quadrettato viene ripreso e drappeggiato, per creare vortici scenografici su abiti-camicia, abbinanti a parka rivisitati alla Watanabe, in cui il cappuccio diventa un'avvolgente stola in pelliccia. 

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