Fashion Week

Il viaggio nello spazio di Etro

Mescolando paganesimo e fantascienza, Kean Etro immagina un poetico viaggio che non si accontenta della Terra ma mira all’Universo.
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Il secondo giorno della kermesse milanese dedicata alla moda maschile ha visto il grande ritorno sulle passerelle di Etro, che da qualche stagione aveva preferito alla sfilata la formula più intima e riservata della presentazione. Uno dei tanti garage che puntellano le zone residenziali della città è la location scelta per questo nuovo debutto, di cui però non fanno parte bolidi e motori: Kean Etro dissemina il pavimento di coloratissime polveri rubate verosimilmente ad antichi rituali magici di invocazione, sicchè lo spoglio involucro di un garage milanese finisce per essere la tenda di uno stregone arrivato da chissà dove. Un mix tra paganesimo e modernità che scrive un nuovo avvincente capitolo della moda maschile del marchio: fantastici viaggiatori vestiti di jacquard e preziose coperte sfilano all’insegna di un poetico nomadismo, che abbatte i confini spazio temporali della Terra e guarda all’Universo come meta ultima. Le stampe dedicate a Star Wars si insinuano con furbo tempismo nelle silhouettes della sfilata, strizzando l’occhio all’universo dei millenials, oggi ago della bilancia nel successo commerciale dei brands: i personaggi della saga di George Lucas si fanno largo su tshirt, felpe, bomber e camicie, mescolandosi ad amuleti e ricami propiziatori, in una miscela magica di politeismo e fantascienza che non snatura il Dna del brand ma che anzi viene a godere di una nuova, appetibilissima freschezza.

Il secondo giorno della kermesse milanese dedicata alla moda maschile ha visto il grande ritorno sulle passerelle di Etro, che da qualche stagione aveva preferito alla sfilata la formula più intima e riservata della presentazione. Uno dei tanti garage che puntellano le zone residenziali della città è la location scelta per questo nuovo debutto, di cui però non fanno parte bolidi e motori: Kean Etro dissemina il pavimento di coloratissime polveri rubate verosimilmente ad antichi rituali magici di invocazione, sicchè lo spoglio involucro di un garage milanese finisce per essere la tenda di uno stregone arrivato da chissà dove. Un mix tra paganesimo e modernità che scrive un nuovo avvincente capitolo della moda maschile del marchio: fantastici viaggiatori vestiti di jacquard e preziose coperte sfilano all’insegna di un poetico nomadismo, che abbatte i confini spazio temporali della Terra e guarda all’Universo come meta ultima. Le stampe dedicate a Star Wars si insinuano con furbo tempismo nelle silhouettes della sfilata, strizzando l’occhio all’universo dei millenials, oggi ago della bilancia nel successo commerciale dei brands: i personaggi della saga di George Lucas si fanno largo su tshirt, felpe, bomber e camicie, mescolandosi ad amuleti e ricami propiziatori, in una miscela magica di politeismo e fantascienza che non snatura il Dna del brand ma che anzi viene a godere di una nuova, appetibilissima freschezza.

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