Fashion Week

Le ragazze libere di Chloé

Natacha Ramsay-Levy sceglie un racconto 70s per la collezione della griffe e sceglie tre artiste, Marianne Faithfull, Marion Verboom e Jackson, per portare in scena lo show dell’autunno-inverno prossimo.
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Nell’aria un profumo di anni 70. Di donne libere che abitano una comune hippy. Di viaggiatrici globali che mutuano codici à la française. Di ragazze nomadi dallo spirito modernamente rock. Benvenuti nell’universo di Chloé che Natacha Ramsay-Levy ricrea nelle galleria del Grand Palais. Radunando tre altri spiriti creativo per alzare il volume. A scandire le coordinate della fall-winter 2020/21 è infatti un racconto di donne. Come l’artista Marion Verboom che ha curato i grandi totem posizionati al centro della sala e chiamato a fare da sfondo allo show. Come l’iconica Marinanne Faithfull che recita e legge poesie durante l’incedere delle modelle. O come Jackson che ha curato le musiche dello show. Una comune di ragazze cool potrebbero vivere tra Ibiza e il deserto del Nevada, pronte per celebrare il festival del Burning men. Indosso portano un mix dal gusto vintage e dal sapore romanticamente rétrò. Vagamente grunge ma in versione 4.0. Vestine dai fiorellini à la Laura Ashley. Pantaloni ampi e camicie di senta da bourgeois ribelle. Giubbini di pelle e anfibi. Maglioncini piccoli e sete leggere dalle fantasie artsy. Cappottini, saharine e qualche bermuda da boy-scout. Ma anche vesti aeree e tuniche sospese. Il tutto punteggiato da accessori cult, come le borse geometriche dalle smerlature intagliate, le mini bag dalle grandi cinghie frontali. O le postine dall’anima seventies e dalla tracolla istoriata. 

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