Fashion Week

Per i tetti di Parigi con Chanel

Al debutto con il prêt-à-porter di Chanel, la direttrice creativa Virginie Viard resta fedele a tutti i codici estetici della maison, rivisti però con una mano più alleggerita nei tagli e nei toni
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Terza prova per Virginie Viard alla guida creativa di Chanel. Dopo la scomparsa di Karl Lagerfeld nel febbraio scorso era già uscita lei in passerella, ma la Primavera-Estate 2020 è il primo prêt-à-porter che firma in toto, dopo il debutto in giugno sul fronte couture. In linea con il suo illustre predecessore, la designer raduna ancora la fashion people sotto le volte del Grand Palais. E ancora una volta la maison investe su di un setting monumentale, che fa di ogni sfilata un show in grande stile. Questo giro l’ambientazione è ultra parisienne, la città vista dai suoi tetti con le modelle che si muovono tra comignoli e abbaini, come un esercito di aristogatte très chic. Vestono tutti i codici della griffe che Lagerfeld aveva esaltato e rinnovato nel tempo, solo che il tutto Viard lo alleggerisce nei tagli e nei modi. Per esempio, l’iconico giacchino di tweed può diventare anche un mini-abito, assecondando una voglia di gambe in vista che si sussegue lungo tutta la sfilata, con gonne a corolla oppure shorts aderenti. Rispetto al passato, abbondano i pantaloni che scoprono la caviglia e che sfoderano un animo in denim, lo stesso delle bluse dalle maniche sbuffanti e arricchite da fitte file di ruches. Mentre la classica abbinata black & white ammanta la sera con soluzioni sbarazzine di hot pants indossati sopra ai collant coprenti, top dai tessuti preziosi e sandali-gioiello. Sul finale, l’attrice e youtuber Marie S’Infiltre si intrufola tra le modelle, dando modo a Gigi Hadid di dimostrare la sua devozione alla doppia C. Senza scomporsi, sospinge la donna verso il backstage e lo spettacolo si chiude senza ulteriori intoppi.

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