Fashion Week

Altaroma: i giovani, il futuro e la tradizione

Il palcoscenico più importante in Italia per l'alta moda è un incontro-scontro di idee che mira a valorizzare i new designer
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Dal 4 al 7 Luglio a Roma si è tenuta l'edizione estiva di Altaroma, nata per valorizzare l'haute couture italiana ma da qualche anno diventata la settimana della moda per i giovani talenti italiani e i brand indipendenti. 
Tante le iniziative volute da Adriano Franchi, direttore generale di Altaroma, per coinvolgere stampa e buyer internazionali. 
Partendo da partnership importanti come quella con Fondazione Mondo Digitale, Palazzo delle Esposizioni e l'Accademia di Costume e Moda. 
Per la ricerca dei nuovi talenti tornano due format di grande successo: Showcase e Who is on next, Rome is my runway invece è la grande novità di questa edizione. 
L'alta moda illumina Roma con la collezione Sylvio Giardina che, dopo l'esordio a Gennaio con una collezione all white, presenta  Red: chapter two, modelli interamente realizzati in rosso che ci portano nella visione onirica del designer, la sua haute couture  cresce capitolo dopo capitolo. 
Non di solo moda si è parlato durante Altaroma, grazie alla mostra di Jeff Bark: Paradise Garage anche la fotografia ha avuto un posto d'onore, è lo stesso artista che in un talk il 5 Luglio ci ha spiegato la propria personale: "Questa mostra si chiama Paradise Garage perchè le foto sono state scattate nel mio garage." 
 


 

Altaroma

Rome is my runway

I nuovo contenitore di Altaroma, dedicato ai brand indipendenti, debutta con 2 show collettivi per un totale di 10 designer: Caterina Gatta, Programma, Antonio Martino, Vanta Design Studio, Caterina Moro, Aroma 30, Italo Marseglia, Roi du Luc, Gall e Morfosis. 
Attenzione ai dettagli sartoriali e ricerca in fatto di tessuti rendono le collezioni interessanti da un punto di vista stilistico. 

Showcase 

Arrivato alla quarta edizione Showcase si conferma un format di successo, amato dai designer, principalmente di accessori. 
In una grande sala del Pratibus espongono a rotazione designer di gioielli, borse e abiti, puntando tutto sul fatto a mano. 
4 giorni, 16 designer per giorno, tante storie di moda e made in Italy.

Accademia Factory 

Gli studenti come culla per dare vita al futuro della moda, i loro lavori esposti in tutta l'Accademia di Costume e Moda come fossero delle opere d'arte e i bozzetti ad adornare le pareti, quasi a voler spiegare al visitatore cosa c'è dietro al capo finito: tutto questo è Accademia Factory
Fra didattica e sogno, i pezzi realizzati dai ragazzi master di haute couture in collaborazione con Valentino, sotto brief di Pierpaolo Piccioli, incantano per la maestria della realizzazione e per lo spirito con cui è stata affrontata questa sfida stilistica. 
Nei laboratori, tra le macchine da cucire, spiccano gli abiti rossi fatti dagli studenti del primo anno, nell'ala di Costume ci troviamo in un labirito di pagliacci creati con materiali di riciclo, pronti per salire sul palcoscenico, il corridoio è invaso dai lavori realizzati per Woolrich, capispalla ad alto tasso di tecnologia. Un'aula è dedicata anche al corso di comunicazione che crea una rivista da zero: Tapu. 
Interessante è stato anche il talk #Stopmicrofibre creato per sensibilizzare l'opinione generale e i ragazzi sul tema dell'ambiente e dell'ecosostenibilità. Ad intervenire tanti players del settore fra cui: la stilista Marta Ferri, Giusy Bettoni, CEO e Founder C.L.A.S.S. e Pierluigi Fusco Girard, Amministratore Delegato Linificio e Canapificio Nazionale – Marzotto Lab. 
 

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