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To Wolf: Kensuke Koike a Venezia

by Guenda Mariotti
16.03.2017
La galleria A plus A di Venezia ha inaugurato sabato 11 Marzo la mostra personale di Kensuke Koike, artista giapponese di adozione italiana con una laurea in Arte e Design presso lo IUAV di Venezia.

 

To Wolf è il titolo che Koike ha scelto per meglio descrivere l’insieme delle sue opere, pensate appositamente per gli spazi della galleria A plus A . Il proposito dell’artista si rende chiaro fin  dalla scelta del titolo della mostra: lo sviluppo dell’esposizione è da intendersi come un processo di trasformazione, il passaggio dall’umano all’animalesco, “from human to wolf”.

Questa trasformazione è possibile grazie alla disposizione delle opere, che raccontano e allo stesso tempo accompagnano lo spettatore attraverso gli spazi della galleria, che diviene luogo di astrazione fisica in cui il fruitore si perde tra i significati e le allusione create da Koike.

Il primo approccio è segnato da un’apparente selva marmorea che si affaccia sull’enorme vetrata che da su Calle Malipiero. La selva cattura lo spettatore e lo invita ad entrare per poi perdersi in un percorso ricco di simbolismi e allusioni: i materiali richiamano processi alchemici per cui quello che sembra non è davvero quello che è, per cui Koike, pur servendosi di un materiale leggero come la carta per innalzare le colonne,  è in grado di restituire una vera foresta lapidea.

Così facendo l’artista allena la capacità del fruitore di intendere la realtà secondo una molteplice visione, mondi apparentemente distanti diventano realtà eccezionali all’interno della galleria.

Il percorso prosegue e si giunge nella seconda sala: i collage. Koike è un contaminatore di immagini, nei suoi lavori l’intenzione simbolica è evidente. La rielaborazione di materiale fotografico avviene con estrema precisione  per giungere ad una resa impeccabile.

L’ultimo stadio è messo in scena con installazioni luminose e video, ed è qui che viene messa a punto la metamorfosi: lo spettatore si libera della materialità, insita nella natura dell’essere umano,  che si trovava nella selva lapidea, per arrivare ad una maggiore e più complessa leggerezza d’animo. La sensorialità delle immagini, i suoni e le proiezioni portano a compimento la trasformazione e la presa di coscienza dello spettatore, adesso licantropo.

Con questa esposizione Koike ci esorta a soffermarci sulle apparenze, sul loro carattere fuorviante e rivelatore di realtà parallele.

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