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Artisanal Intelligence / AltaRoma

by Giulia Belpoliti
03.02.2017
Una traccia. Una pennellata. Un’entità impalpabile come una teoria artistica.

Un flusso che attraversa l’ambiente. Una traccia. Una pennellata. Un’entità impalpabile come una teoria artistica. A.I. Artisanal Intelligence ricostruisce lo spazio della memoria emotiva, del lavoro manuale ispirato, dell’esperimento su forma e colore. È la celebrazione della moda come fenomeno che oggi riscopre l’entusiasmo per l’abilità del tocco manuale. Il lusso del manufatto e dell’abilità tecnica, del controllo del tempo e delle fasi di lavorazione. Un processo che lega architettura, design e storia della moda all’alto artigianato. 

In mostra, insieme ai nomi più longevi dell’alta moda capitolina, da Renato Balestra a Gattinoni, i nuovi nomi del fashion design: gli arazzi di Enrico Accatino e Alberto Di Fabio, le sofisticate borse di Magrì ispirate alle immagini di Jean Shrimpton realizzate da Richard Avedon nel 1965, le scarpe di Aletheia Milano, gli abiti poetici di Davide Grillo, Jezabelle Cormio, Karoline Lang, Ahirain, Vien e Frederick Hornof. L’esperimento tessile di Serie Numerica, la pelle e le trame materiche di Marta Mantovani, le borse di Forms Studio e Solipsi, le collane di Collanevrosi.

Un dialogo tra passato e futuro che sancisce la renovatio Romae in quest’edizione di AltaRoma.

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