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Un racconto su A Night Like This.

by Cristiana Rivellino Santella
25.07.2017
Non c’era alcun dubbio, è stato tutto molto bello.

A Night Like This si conferma tra i festival più apprezzati di questo caldissimo luglio.

A fare da sfondo a questo evento diverse, incantevoli location, tutte nei pressi del suggestivo lago Sirio: un luogo incantato, che fa venir voglia di scappare dalla città e non tornare più, di quelle volte in cui la magia che c’è nell’aria fa venire in mente “abbiamo davvero bisogno del caos della città?”

Palco del Quieto Vivere e Palco dell’Esploratore tra quelli più emozionanti, più intimi, più raccolti; nomi nuovi e meno nuovi, molto intriganti, sono riusciti a far da traino (con gran coinvolgimento) a nomi più grandi e affermati, che si sono esibiti sul Palco delle Colline. Gli spazi e le dimensioni dei palchi hanno creato un’interazione intima tra artisti e pubblico, restituendo un’atmosfera unica e familiare. Ecco, parte della magia deriva proprio da qui.

Un’atmosfera rara, accogliente, leggera è stata di certo la protagonista di queste giornate.

 

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© Dario de Sirianna
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© Dario de Sirianna

Gli Of Montreal sono stati lisergici e surreali, sempre colorati e divertenti: una performance pazzesca, piena di energia, bella, a nostro avviso, che ci ha riportato indietro nel tempo.

Incantevole il live acustico di Grimm Grimm, progetto solista di Kochi Yamanoha, frontman dei The Tea Party: dream pop con origini psiche-punk, ha intrattenuto un pubblico attento e incantato, con un mood delicato, fragile, da ascoltare in silenzio. Tra i migliori del Palco del Quieto Vivere.

Super coinvolgenti, freschi ed estivi Carl Brave X Franco 126, che con le loro Polaroid romane sono riusciti ad ottenere consensi sempre più ampi, nel giro di pochissimo tempo: un live potente e allegro, che racconta istanti di vita quotidiana, semplice, diretta, senza sovrastrutture. Il che, unito a melodie pop, con influenze rap e vibes trap, diventa la ricetta perfetta del loro successo.

Anche Giorgio Poi, il cantautore dell’amore, ha emozionato con la sua poesia e l’atmosfera che ha creato. Italiano nel midollo, vive tra Londra e Berlino (ed è proprio qui che ha registrato il suo disco) ed è certamente un nome d tenere d’occhio.

Tra le performances più suggestive, di certo, Vikowski e Cara, che si sono esibiti al Lame Me Up, proprio sulle acque del fiume Sirio.

Vikowski è un giovane milanese che ama il pianoforte e i sintetizzatori, tanto quanto ama ilmare ed il gelato (come dargli torto?). I suoi brani sono minimali e nostalgici, ma allo stesso tempo  sanno essere molto profondi e pop.

Cara, invece, è una giovane promessa della scena pop italiana: chitarre melodiche si intrecciano a voci delicate e danno vita ad un suono molto denso e a tratti noir.

Attendiamo con curiosità la prossima edizione!

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