eventi

A.I. Prove Tecniche di Trasmissione

by Matteo Bengala
06.07.2017
Al via la 14esima edizione di A.I. Artisanal Intelligence tra moda e costume.

Gli anni ’70 rappresentano per l’Italia un momento di transizione tra la realtà degli anni ’60, legati a schemi tradizionali, e l’edonismo degli anni ’80. La televisione italiana testimonia questo passaggio con la propria produzione che, in seguito alla riforma della RAI del 1975, si arricchisce di nuovi programmi, non convenzionali e d’avanguardia, pensati per un nuovo pubblico, quello dei giovani. Una crescita culturale e progettuale che rappresenta un primo passo verso altre novità, in campo tecnologico, come l’avvento della tv a colori, arrivata in Italia solo nel 1977 e anticipata da quelle che venivano chiamate Prove Tecniche di Trasmissione, operazioni volte a testare la qualità di ricezione delle immagini delle prime trasmissioni a colori.

ALYSEE YIN CHEN.jpg
ALYSEE YIN CHEN
APNOEA.jpg
APNOEA
ASCIARI.jpeg
ASCIARI

Questo è anche il titolo della 14esima edizione di A.I. Artisanal Intelligence, un percorso espositivo che si muove tra i concetti di prova e trasmissione intesa come rappresentazione. Il progetto, curato da Clara Tosi Pamphili e Alessandro de’Navasques, ha visto la collaborazione dell’Accademia di Costume e Moda, della Sartoria Farani e The One, due istituzioni della sartoria teatrale, e di Pompei per le calzature, per dare vita ad un’occasione che permetta a giovani designer, artigiani e costumisti formatisi nella città di Roma e non solo di far conoscere il proprio lavoro. 

Lo spazio espositivo pone da subito il problema del “non finito”, della prova come realtà indefinita e di sperimentazione, e proprio per questo perfetta. Alcuni dipinti della serie “Abiti” e un fondale teatrale, realizzati dall’artista Isabella Ducrot, aprono la mostra e fanno riflettere sul rapporto tra moda ed arte e sul concetto di ricerca. 

Seguono i costumi di Gianluca Falaschi per le opere “L’Italiana in Algeri” e “Ciro a Babilonia” realizzati dalle sartorie Farani e The One.

BAV TAILOR.jpg
BAV TAILOR
GIANLUCA FALASCHI_2.jpg
GIANLUCA FALASCHI
GIUSEPPE BUCCINNA'.jpg
GIUSEPPE BUCCINNA'

Inserito nel nostro tempo è il lavoro dei dieci designer emergenti che presentano le loro collezioni all’interno del percorso espositivo. Tre i nomi dei creativi specializzati negli accessori: Wali Mohammed Barrech, di origine pakistana, lavora nuove forme con tecniche artigianali; Trakatan crea prodotti versatili ponendo l’accento sul lavoro manuale; Roberto Scarantino, giovane creativo romano, unisce la sua passione per l’arte con quella per l’haute couture per dare vita ad accessori unici nel loro genere.

FASE.jpg
FASE
GIUSEPPE SCARANTINO.JPG.JPG
GIUSEPPE SCARANTINO
ISABELLA DUCRTOT.jpg
ISABELLA DUCRTOT

La ricerca sull’abito e il concetto di sartorialità sono stati invece sviluppati da sette interessanti brand, italiani e stranieri: Fase Factory nasce dalla collaborazione tra La Rocca, azienda italiana di sportswear, e la designer Flavia Grazioli; Marie Louise Vogt, tedesca e specializzata in ricercate e contemporanee lavorazioni all’uncinetto; Bav Tailor, risultato dei viaggi e delle culture con cui è entrato in contatto, è il fondatore del brand omonimo di lusso sostenibile; Alysée Yin Chen crea un pret-à-porter sofisticato di forme de-costruite; Apnoea riflette sul concetto di seconda pelle realizzando abiti dal design minimal; Giuseppe Buccinnà si ispira ai colori delle opere di Nicola Samorì e Alberto Burri per le sue opere, tra lavorazioni tecniche e armonia; Asciari, fondandosi su equilibrio e buon gusto, presenta materiali di alta qualità e attenzione ai dettagli nelle sue creazioni, legate alla cultura della terra siciliana. 

La mostra sarà aperta ai visitatori da venerdì 7 a domenica 9 luglio presso il Guido Reni District a Roma.

MARIE LOUISE VOGT.jpg
MARIE LOUISE VOGT
TRAKATAN.jpg
TRAKATAN
WALI MOHAMMED BARRECH.jpg
WALI MOHAMMED BARRECH

Condividi articolo

Articoli correlati

Articoli consigliati