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Che luna nella mia stanza

«Il soggetto è un notturno, così il vetro luminoso riflette l’oscurità della sera e crea un’ipnotica illusione di realtà» racconta la fotografa.
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VI+M presenta con Lady Tarin per Colleoni Arte in occasione del Miart 2017 Che luna nella mia stanza, ma la tua pelle non la riflette, una scultura riflettente che nasce dall'idea di integrare design e arte in un oggetto enigmatico dove i materiali nobili della decorazione d’interni – come ottone e marmo – dialogano con la fotografia. Ne è nato un pezzo dal sapore surrealista che, con un gioco di riflessi, trasfigura la realtà in sogno. 

La scultura nasce dall’esperienza di Innesti, un progetto del 2016 di VI+M Studio, che indagava le funzioni, amplificandone le possibilità espressive, di un classico elemento d’arredo quale la console. La sua reinterpretazione ha portato alla realizzazione di un pezzo free standing ispirato al mondo della botanica, per cui da una serie di elementi riuniti in un’unica base fioriscono accessori variabili: un vaso, un candelabro, uno svuota tasche, uno specchio e così via. La struttura si presentava non solo come elegante supporto, ma anche come tela bianca da completare ed è stato naturale, in un momento successivo, pensare di interagire con il lavoro di altri designer e artisti.

Così, in cima agli elementi in ottone satinato che insistono su una base in marmo Emperador, sono inseriti due specchi bifronte e una fotografia, uno scatto del 2013 di Lady Tarin. La scultura è ulteriormente impreziosita da una frangia tripolina in profonde nuance di verde - dallo smeraldo al diaspro nero - che ricorda i cieli di Magritte quando sono torbidi.

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