Cahier de Couture

Studio Fantasma interpreta Armani Privé

Lo studio è stato fondato nel 2007 da Cristiana De Zanche e Pietro Gaudenzi. Entrambi provengono da esperienze professionali diverse e legate al mondo della moda. Con la passione per il disegno, dedicano le loro illustrazioni all’estetica femminile, di cui hanno fornito una chiave di lettura un po’ seria e un po’ no...
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Portrait illustrato degli Studio Fantasma.

Cristiana De Zanche e Pietro Gaudenzi, fondatori di Studio Fantasma, interpretano Armani Privè in chiave rock e nell'intervista ci spiegano la passione per il mondo delle illustrazioni. 

L’O: Considerata un’arte minore, l’illustrazione è invece un mezzo che ha resistito negli anni e che oggi continua ad affascinare. Come si riescono ad esprimere sensazioni, gioie, turbamenti attraverso un tratto di penna?
SF: «L’illustrazione è, per sua natura, narrativa. Descrive a meraviglia la sua epoca: i fenomeni di costume, i desideri, le manie. Quando diamo corpo a un disegno, cerchiamo di immaginare i personaggi come se fossero veri, vivi. Pensiamo al perché sono lì, a cosa faranno e vorremmo che stimolassero lo stesso processo anche nello spettatore. Le emozioni, le gioie e i turbamenti nascono da questo scambio tra l’immagine e chi la guarda. Il tratto di penna per funzionare deve avere un proprio carattere, una sua peculiarità che lo distingua da qualsiasi altro. Ispirarsi, avere dei riferimenti culturali, imparare dai maestri è importante, ma l’elaborazione personale è fondamentale». 

L’O: Il potere dell’illustrazione è quello di non avere bisogno di parole o di traduzioni per veicolare un messaggio. In che modo ti ha conquistato e perché? 
SF: «Probabilmente è un fatto di sensibilità e di formazione. Possiamo dire che fa parte delle nostre esperienze culturali fin dall’infanzia. L’illustrazione, così come altre forme di espressione, non cerca il realistico, ma il verosimile. In questo modo restituisce il vero: perché non imita la realtà, ma la interpreta attraverso un filtro colorato e fantastico».

L’O: Come è cambiata oggi l’estetica femminile nel disegno? E come è cambiata l’illustrazione di moda e degli abiti negli anni?
SF: «L’illustrazione è sempre figlia del suo tempo, così come l’estetica femminile. L’illustrazione di moda descrive un mondo elitario e idealizzato, racconta stili e tendenze, crea scenari, ma nella sua forma migliore è sempre ironica e scanzonata. Ci sembra che negli anni sia diventato sempre più importante, perdere la funzione solamente descrittiva per accedere a un livello più alto». 

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