Cahier de Couture

Polina Pravdikova interpreta Givenchy Haute Couture

Nata in Siberia, oggi vive e lavora a Norimberga, dove si è laureata in disegno grafico e illustrazione. Ha lavorato come grafica in uno studio per diversi anni. Il suo interesse per le stampe su tessuto e per la sartoria l’ha spinta a diventare un’illustratrice di moda: perché conoscere come sono fatti i vestiti è importante
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Portrait illustrato di Polina Pravdikova.

Polina Pravdikova, che disegna per noi Givenchy Haute Couture, ha una vera passione per il fashion world che l'ha portata a diventare un'illustratrice di moda.

L’O: Come si riescono ad esprimere sensazioni, gioie, turbamenti attraverso un tratto di penna?
PP: «Non c’è dubbio che l’illustrazione non sia mai scomparsa completamente. Come ogni altra forma d’arte, è ancora viva, legittimata e indipendente. La maggior parte delle illustrazioni di moda sono di alto valore artistico. E gli illustratori il più delle volte hanno una solida e classica educazione in arti applicate o design alle spalle, specializzati in anatomia e tecniche del disegno. Il tratto è il modo in cui l’illustratore comunica con il destinatario: la speciale, unica e individuale “scrittura” dell’artista - in poche parole, la sua lingua».  

L’O: Il potere dell’illustrazione è quello di non avere bisogno di parole o di traduzioni per veicolare un messaggio. In che modo ti ha conquistato e perché?
PP: «L’illustrazione di moda mi ha sempre affascinato per la sua illimitata libertà artistica. La rappresentazione della moda non è mai stata così variegata prima di adesso. L’illustrazione non è una riproduzione fedele della moda, ma un’individuale rappresentazione. Un disegno mostra l’idea di un abito, riflette lo zeitgeist, ma anche lo stile inconfondibile dell’illustratore stesso. Comunica lo stato d’animo, l’atmosfera e la passione. La sua funzione non è più esclusivamente la rappresentazione della realtà».

L’O: Come è cambiata oggi l’estetica femminile nel disegno? E come è cambiata l’illustrazione di moda?
PP: «Nessun’altra industria è in continua evoluzione e multi-sfacettata quanto quella della moda, che riflette gli atteggiamenti correnti e accoglie i cambiamenti sociali. Oggi non si è più soggetti ai rigorosi precetti degli standard di bellezza. Il tempo dei lunghi, scheletrici, perfetti figurini eleganti e graziosi, è finito. Oggi le donne non subiscono più la pressione di dover sottostare a canoni estetici “limitanti”; allo stesso modo l’illustrazione contemporanea mostra la bellezza nella diversità».

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