Holy chic! - L'Officiel
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Holy chic!

Una casa speciale – Maison Kitsuné - si riempie di suoni, colori, forme. È nel suo dna. Capi che prima sono immagini, frammenti di visioni che acquistano dimensione.
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E oggi qui, in questa maison, c’è un profumo sottile, un lampo giallo sole che ora, sotto questo cielo grigio ghisa, scatena sorrisi inevitabili, benvenuti come e più di un raggio di sole vero. Merito dello yuzu. E sarebbe? Rewind.James Heeley è inglese, per anni ha chiamato Parigi casa e ora ha scommesso su Bruxelles. Poco importa – anzi, no: importa moltissimo – che il suo passato sia nel design. Gli studi, la professione. Lo sguardo, tout court. Firma da una decina d’anni una sua linea di fragranze per la persona impermeabile alle mode. Sa anticiparle, piuttosto. Anni fa parlava già di usare più profumi insieme. Oggi il fragrance layering pare l’ultima tendenza… A presentarmelo di persona, anni fa, una collega e amica. I suoi profumi una scoperta, per me. Stupita li annuso, uno dopo l’altro, intenta a immaginare come Menthe Fraîche, o Esprit du Tigre,  con la sua scia canforata, siano un complemento perfetto per l’incenso di Cardinal. E ancora la rivelazione di Hippie Rose in tandem con Agarwoud, un orientale legnoso, o St. Clement’s, con la sua base esperidata. Vetiver Veritas? 100% naturale, è una dichiarazione d’indipendenza, sviluppato lontano dal dibattito su opportunità – e longevità – di questo genere di fragranze. Heeley ha una visione precisa, profonda. Quando gli parli emerge una dimensione plurima di ricerca, studio, esercizio. E lo yuzu, quel frutto jap arrivato in Italia solo qualche anno fa sulle tavole, prima ancora che sotto i nostri nasi, incrocio curioso tra limone e mandarino? Cosa c’entra? È il protagonista assoluto dell’ultima creazione di Heeley, Note de Yuzu frutto, fuor di metafora, della collaborazione con i fondatori di Maison Kitsuné, Gildas Loaec, ex manager del duo francese di musica elettronica Daft Punk, e del giovane architetto Masaya Kuroki. Ha un effetto collaterale meraviglioso. Basta annusarne una spruzzata e si inizia a sorridere, all’istante. L’ho provato io stessa, tra chiacchiere a tema e caffè insieme allo stesso James Heeley a Firenze a inizio settembre, prima che il tourbillon di Pitti Fragranze aprisse le danze e Note de Yuzu fosse svelata al pubblico degli addetti ai lavori, in attesa dell’approdo sugli scaffali. L’idea, nuova e felice, di far illuminare ai blend agrumati la stagione invernale, premia. Chiunque lo provi, su pelle o mouillette, reagisce con un sorriso. Un talismano frizzante – allo yuzu si uniscono mandarino, sale marino, vetiver di Haiti e muschio bianco - per riaccendere l’energia che la stagione fredda affievolisce, un omaggio alla tradizione giapponese del bagno con gli yuzu. È durante il solstizio d’inverno, Toji, che i frutti vengono immersi in quantità in vasche piene di acqua calda, diffondendo aromi benefici e rilassanti.  Per chi a Milano fosse a caccia di una dose extra di buonumore l’indirizzo per fare scorta è noto: 10 Corso Como.

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