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Superdesign per la casa

Salvador Dalì ha creato un salotto ispirandosi al viso della star del cinema Mae West. Il divano è diventato una bocca, il camino un naso e due quadri i suoi occhi.
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Salvador Dalì ha creato un salotto ispirandosi al viso della star del cinema Mae West. Il divano è diventato una bocca, il camino un naso e due quadri i suoi occhi. A metà degli anni Sessanta, in Italia, i designer di Studio 65, un gruppo di studenti rivoluzionari, creano Bocca. Al posto della West, le labbra rosse riprodotte sono quelle di Marylin Monroe: la dea della bellezza diventa un divano in poliuretano scolpito a mano da Franco Audrito. L’iconico sofà, prodotto da Gufram nel 1970 e venduto in tutto il mondo, nacque come arredo per la palestra Contourella di Milano, dedicato alla sua proprietaria, una Marilyn tutta italiana: Marilyn Garosci. Le opere del gruppo vengono celebrate in questi giorni a New York da R & Company (fino al 4 gennaio) nella mostra sul design radicale italiano dal 1965-1975 curata da Maria Cristina Didero. Nella prefazione del suo libro dedicato proprio al Superdesign Evan Snyderman scrive: “Queste piccole fazioni di giovani hanno creato un movimento nella convinzione di poter cambiare il mondo non attraverso azioni politiche o la guerra, ma attraverso l’architettura e il design”.

 

Oltre all’iconica bocca c'è il Safari Sofa di Archizoom Associati, prodotto nel 1966 da Poltronova, dalla forma irregolare di trifoglio, realizzato in pelliccia di plastica leopardata, che venne pubblicizzato così: “un pezzo imperiale nello squallore delle vostre pareti domestiche. Un pezzo più bello di voi. Un pezzo bellissimo che non meritereste. Sgombrate il vostro salotto! Sgombrate anche la vostra vita!”. O ci si può sedere sul  Pratone: moduli dalle forme organiche che, grazie alla tecnologia del poliuretano ad iniezione, hanno innovato il rapporto fra oggetto ed utilizzatore - venivano compressi sottovuoto e venduti in buste di PVC piatte. Il Cactus di Guido Drocco e Franco Mello (1972), un appendiabiti fatto in schiuma che rifiuta il funzionalismo scardinando i rapporti tra spazio aperto e ambiente interno. Non solo designer, anche architetto e artista sperimentale, nel 1967 Ugo La Pietra con la sua Lampada Globo Tissurato e le sue forme sospese nel vuoto della materia -trasparente- iniziò a definire la sua teoria del Sistema Disequilibrante. Incisioni e segni complessi, strutture a progressioni multiple su metacrilato con infiniti rimandi luminosi. Insieme a una delle opere più critiche di Lapo Binazzi, Doric Temple: un gruppo di colonne fatto di schiuma di poliuretano. Questo pezzo è stato originariamente creato per a performance al Salone del Mobile del 1971 che invitava i visitatori a buttare giù le singole colonne e usarle come posti a sedere.

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