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Open House Milano 2018 - Un weekend d’arte in città

Cosa fare questo fine settimana? Milano apre le porte dei suoi edifici storici; i gioielli nascosti, le corti, le case private saranno aperte al pubblico per una due giorni dedicata all’arte e all’architettura. E domenica tutti al museo.
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Open House Milano torna con un programma fitto di appuntamenti e soprattutto con una lunghissima lista di nuovi spazi tutti da scoprire. Quest’anno inoltre con il supporto di guide volontarie specializzate, l’esperienza sarà ancora più piacevole: gli oltre cento spazi, solitamente non accessibili (ndr: per alcuni edifici è necessario prenotare la visita attraverso il sito www.openhousemilano.org) verranno raccontati e aperti al pubblico per tutto il weekend, da sabato 5 a domenica 6 maggio. Questa è la terza edizione della manifestazione che fa parte dal 2015 del circuito Open House Worldwide, presente già in 4 continenti e in 31 città. Il programma di quest’anno prevede nuovi percorsi tematici, tra cui quello dedicato al recupero delle zone periferiche o quello che mappa luoghi dedicati alla public art, con l’apertura ad esempio del parco di arte pubblica Artline a Citylife. La città sarà divisa in sei macro zone: Sestiere di Porta Orientale, Romana, Ticinese, Vercellina, Nuova e Comacina. Da non perdere la visita a Palazzo Clerici, Palazzo Moriggia, Castiglioni, la Biblioteca Sormani e la Galleria Lia Rumma (la mappa con gli itinerari è scaricabile dal sito di Open House). Sarà inoltre visitabile la sede storica del Corriere della Sera in via Solferino e la sede Rai realizzata da Gio Ponti in Corso Sempione. Quest’anno Open House coincide con la giornata di apertura gratuita dei musei (ogni prima domenica del mese). Il Museo del Novecento, la GAM e Palazzo Morando apriranno le loro porte, per far conoscere le loro collezioni ma anche per approfondire l’architettura e la storia delle loro sedi. Da non perdere la visita al teatro Lirico, il primo cantiere aperto al pubblico la cui struttura è stata "customizzata" con un'installazione dello stilista sardo Antonio Marras, che per l’occasione si è trasformato in pittore. La sua opera "Come è bella la città" ricopre la facciata del teatro in restauro. Come titolo, Marras ha scelto quello di una delle più belle canzoni di Gaber, che racconta una Milano piena di luce che ha accolto i meridionali negli anni 50 e che anche oggi è una città aperta e viva, disposta ad accogliere chi viene da fuori. Open House inoltre è anche intrattenimento: grazie alla collaborazione con Sofar Sound sarà possibile partecipare a gigs in location solitamente non utilizzate per ospitare concerti, per vivere l’architettura circondati dalla musica. Milano è bella come suggerisce Marras ed è una città partecipata dai cittadini, come dimostrano i dati di OH di quest’anno e il crescente  numero di case private che hanno preso parte a questa iniziativa. Cartina alla mano e via alla (ri)scoperta di queste meraviglie inedite.

Sestiere di Porta Orientale
Romana
Ticinese
Vercellina
Nuova
Comacina

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