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La moda vista attraverso la lente di Jeff Bark

Dal 7/6 al 28/7 il Palazzo delle Esposizioni di Roma rende omaggio al celebre fotografo
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Il suo nome potrebbe risuonare non molto familiare, eppure Jeff Bark è, a pieno titolo, uno dei fotografi di moda tra i più importanti della sua generazione. Classe 1963, nato in Minnesota ma di base a New York, vanta collaborazioni importanti. I suoi servizi sono stati pubblicati su importanti riviste internazionali: i-D, Dazed & Confused, V Magazine, Pop Magazine e Dust solo per citarne alcune. Conosciuto per la sua estetica sensuale e per la sua padronanza tecnica, il suo universo creativo è dominato da monumentali fotografie che raccontano un'esperienza umana collettiva alla maniera dei grandi maestri della storia come Jacques-Louis David. Non è un caso, infatti, che i suoi lavori sono presenti in varie collezioni internazionali e sono stati esposti anche nell’importante mostra "No Fashion, Please!", alla Kunsthalle di Vienna, accanto a autori come Phillip-Lorca di Corcia, Erwin Olaf, Viviane Sassen e Bruce Weber. Le sue immagini spettacolari si distinguono per le tinte accese, per le ambientazioni al limite tra fantasy e del surreale, per la sensazione cosi reale di trovarsi in mezzo ad un racconto. Bark costruisce le scenografie con le proprie mani, trasformando le pareti del suo studio in paesaggi onirici. Dal 7 giugno al 28 luglio il Palazzo delle Esposizioni di Roma rende omaggio al fotografo con “Jeff Bar - Paradise Garage”, la sua prima personale in Italia. Curata da Alessio de'Navasques, la mostra riunisce più di cinquanta opere inedite dedicate alla Città Eterna. E come in un viaggio, trasporta il pubblico nel mondo onirico ideato da Bark: ogni immagine è costruita come fosse il frammento sospeso di una storia; nel suo garage nell'Upstate New York, è lui stesso a trasformare gli spazi e le pareti in scenari evocativi e misteriosi in cui convivono riferimenti all'arte del passato e dettagli stranianti. L’ispirazione è nata dopo una breve visita del fotografo a Roma. Cosi, i set ideati dal fotografo per l’esposizione romana diventano paesaggi surreali, scene conviviali, ritratti monumentali che rievocano, in chiave contemporanea, lo spirito delle grandi quadrerie allestite per temi nei palazzi barocchi romani. E poi ancora interni domestici, nature morte, paesaggi naturalistici, wunderkammer assemblate, dove il falso diventa reale e la realtà assume forme ingannevoli, in un gioco di rimandi reciproci. Un percorso visivo che attraversa l’autenticità e l’ambiguità, la bellezza sensuale, le luci e le ombre, in un viaggio in Italia privo di una precisa connotazione spaziale e cronologica, che evoca momenti artistici che vanno dal Rinascimento, al Barocco, ai film dei grandi maestri del nostro cinema, Fellini e Visconti.

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