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La Askeri Gallery a Mosca

La galleria d’arte che tiene insieme oriente e occidente
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In Russia, a Mosca, nel 2015, dalla mente di Polina Askeri è nata la Askeri Gallery. È una galleria d’arte contemporanea e luogo di sperimentazione - le tendenze orientali e occidentali sono mescolate e trattate in modo inedito: una visione dell’arte complessa e per questo completa.
Polina, sul proprio account Instagram, si definisce, nel breve spazio dedicato alla bio, con i termini arte, moda e giornalismo: non è solo fondatrice della galleria e collezionista d’arte, quindi, ma anche giornalista e musa. La galleria rappresenta artisti emergenti e affermati insieme, con opere che vanno dal design d’interni all’arte figurativa.

"Ciò che distingue l'Askeri Gallery è il gusto personale unico della sua proprietaria che unisce artisti russi e internazionali, ognuno con uno stile diverso, in un'unico organismo" ci racconta Polina.

Non stupirà allora sapere che l’arte secondo Gleb Skubachevsky, uno degli artisti della galleria, è una rete nella quale s’intrecciano scultura, pittura e design. Per Romain Froquet l’arte non sembra essere il centro ma lo strumento per ricomporre l’astratto e il figurativo, due concetti che utilizza per arrivare al surreale. C’è poco di tradizionale anche in Daniel Zakh, scultore e architetto russo, secondo il quale bisogna mediare il processo creativo spostandosi dall’interazione diretta con la forma alla descrizione della costruzione algoritmica, dunque partire dall’oggetto e terminare con un’analisi analitica delle forze che lo compongono. Sempre di scultura si occupa Kwang Young Chun, aggiungendo degli elementi di pittura sulle sue opere monocromo squillanti. L’artista è molto conosciuto grazie alla serie Aggregation: piccole figure triangolari avvolte in carta di gelso, spesso colorata con tè o pigmenti.

A preferire i colori chiari e per certi versi calmanti è Pavel Polanski, amante del grigio e del bruno di seppia. Ha scelto spesso l’uso della Grisaille, tecnica adottata soprattutto durante Medioevo e Rinascimento, una pittura realizzata con diverse tonalità di grigio. Un salto nel passato lo ha fatto anche Anne De Carbuccia, tornata a Parigi dopo gli studi a New York per lavorare a Drouot, una delle case d’asta più famose al mondo. Attraverso il suo studio archeologico, inserisce elementi antichi nelle sue fotografie e nei suoi video.

Questi, insieme a molti altri (Jae Yong Kim, Gleb Skubachevsky, Peter Opheim, Anton Totibadze) sono gli artisti rappresentati dalla galleria moscovita e ciò che potrete trovare alla Askeri Gallery.

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