arte

Fahrelnissa Zeid

by Alberto Calabrese
22.06.2017
Per la prima volta nel Regno Unito, la Tate Modern di Londra dedica una retrospettiva all'artista di origine turca Fahrelnissa Zeid, Principessa dell'Iraq.
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Fahrelnissa Zeid (1901–1991) Resolved Problems 1948 Oil paint on canvas 130 x 97 cm Istanbul Museum of Modern Art Collection, Eczacıbaşı Group Donation (Istanbul, Turkey)  © Raad Zeid Al-Hussein © Istanbul Museum of Modern Art
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Fahrelnissa Zeid (1901–1991) Triton Octopus 1953 Oil paint on canvas 181 x 270 cm Istanbul Museum of Modern Art Collection, Eczacıbaşı Group Donation (Istanbul, Turkey)  © Raad Zeid Al-Hussein © Istanbul Museum of Modern Art
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Fahrelnissa Zeid (1901–1991) Fight against Abstraction 1947 Oil paint on canvas 101 x 151 cm Istanbul Modern Collection/ Eczacibaşi Group Donation © Raad Zeid Al-Hussein © Istanbul Museum of Modern Art
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Fahrelnissa Zeid (1901–1991) Third Class Passengers 1943 Oil paint on plywood 130 x 100 cm Istanbul Museum of Modern Art Collection, Eczacıbaşı Group Donation (Istanbul, Turkey)  © Raad Zeid Al-Hussein © Istanbul Museum of Modern Art
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Fahrelnissa Zeid (1901–1991) Untitled c.1950s Oil paint on canvas Tate Presented by Raad Zeid Al-Hussein 2015 © Raad Zeid Al-Hussein
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Unknown photographer Fahrelnissa Zeid in her studio, Paris, c.1950s Raad Zeid Al-Hussein Collection © Raad Zeid Al-Hussein

Per la prima volta nel Regno Unito, la Tate Modern di Londra dedica una retrospettiva all'artista di origine turca Fahrelnissa Zeid, Principessa dell'Iraq. Fahrelnissa Zeid è stata una delle prime donne a ricoprire un ruolo di prestigio nell'ambito delle arti astratte, lasciando un segno profondo nella storia dell'arte. I suoi studi la portarono da Istanbul a Parigi e poi, sposato il Principe Zeid Al-Hussein della famiglia reale Hashemite, si trasferì a Londra, nella metà degli anni 40, per seguire il marito, che divenne ambasciatore dell'Iraq. Questo fu un periodo di svolta a livello artistico per la Zeid, in quanto sancì la conversione all'arte astratta.

Le sue origini hanno sempre rappresentato un segno distintivo del suo stile, astratto sì, ma fortemente influenzato da correnti Bizantine, Islamiche e Persiane. I suoi lavori, che spesso superano i cinque metri di lunghezza, sono appunto mosaici variopinti, incorniciati da marcati segni neri, che sono presto divenuti la sua firma inconfondibile. 

Nel 1958, a seguito dell'assassinio della famiglia del marito durante un colpo di Stato, i due dovettero abbandonare l'ambasciata per trasferirsi in un normale appartamento. Questa obbligata immersione in una realtà comunemente quotidiana, si è trasformata in un'importante fonte di ispirazione, che portò Fahrelnissa a dipingere su ossa di pollo e di tacchino, che vennero poi incastonate su pannelli in resina di poliestere, creando così delle personalissime vetrate colorate à la Zeid.

L'arte figurativa Bizantina che caratterizzò la sua mano agli inizi, ritornò poi nei successivi vent'anni fino alla fine della sua carriera, quando ad Amman, in Giordania, trasformò la sua casa in una scuola d'arte per giovani studentesse. 

Ad uno stile così profondamente impregnato dalle esperienze di vita di una pioniera è dedicata la mostra Fahrelnissa Zeid, che raccoglie dipinti, disegni e sculture di oltre quarantanni, a cura di Kerryn Greenberg con l'assistenza di Vassilis Oikonomopoulos, alla Tate Modern di Londra dal 13 giugno all'8 ottobre 2017

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