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Un omaggio alla Couture: Azzedine Alaïa e Balenciaga in mostra a Parigi

La mostra “Azzedine Alaïa Collector: Alaïa and Balenciaga Sculptors of Shape” all’ Association Azzedine Alaïa raccoglie 80 pezzi di alta moda, presentati dai due stilisti
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Un dialogo tra due stilisti, da un lato, Cristóbal Balenciaga  “L’unico couturier”, cosi come lo definì Coco Chanel, in quanto l’unico in grado di cucire e assemblare gli abiti che lui stesso creava e, dall’altro l’enigmatico Azzedine Alaïa, stilista tunisino scomparso nel 2017 e da sempre sensibile alle forme del corpo femminile, sempre sensuale ma mai troppo “urlato”.  Alaïa fece propria l’estetica di Balenciaga, imparziale ai trend e sempre fedele a sé stessa. La mostra “Azzedine Alaïa Collector: Alaïa and Balenciaga Sculptors of Shape” - visitabile fino al 28 giugno 2020 all’ Association Azzedine Alaïa -raccoglie 80 pezzi di alta moda, per la prima volta presentati insieme, dei due stilisti Azzedine Alaïa e Cristobal Balenciaga. Commenta Gael Mamine: “Per la prima volta si svelano alcuni elementi della collezione privata di Alaïa con un focus su Balenciaga. Il clou della mostra è il lavoro dell'atelier. Azzedine è stato davvero un maestro del taglio come Balenciaga, l’unico a sviluppare e costruire una giacca o un abito ... Entrambi sono davvero sensibili ai tessuti. Quindi abbiamo sviluppato alcuni temi nella nostra ricerca come il velluto, i taffettà e il pizzo, e una serie di capi specifici come il cappotto o l'abito che sono stati davvero forti per entrambi. Questo confronto è reso possibile grazie agli archivi dello stesso Alaïa, che in vita collezionò abiti degli anni Trenta e Cinquanta dei grandi designer di cui intendeva seguire le orme. 

Entrambi creativi basati a Parigi, Azzedine Alaïa e Cristobal Balenciaga lavorarono però in epoche e contesti diversi, senza mai incontrarsi. Nel 1968, di fronte all'impennata della domanda di prêt-à-porter, Cristobal Balenciaga decise infatti di chiudere la sua maison specializzata in haute couture. La notizia che in avenue George V non ci sarebbero state più le collezioni dello stilista spagnolo fu divulgata con un annuncio alla radio, arrivando ai clienti, gli amici, i giornalisti e tutte le donne che facevano regolarmente visita al suo negozio. Fu una decisione che Balenciaga condivise con i suoi più stretti collaboratori e dipendenti e che portò la casa di moda a chiudere i battenti senza preoccuparsi troppo dell’eredità del lavoro del couturier. Solo qualche tempo dopo, Mademoiselle Renée, che aveva trascorso alcuni decenni al servizio della maison come vicedirettore generale, cominciò a domandarsi delle sorti delle rimanenti scorte di tessuti e degli abiti che nessuno aveva ancora considerato come archivi, ma che a tutti gli effetti costituivano un heritage importante tanto per la maison, quanto per l’intero fashion system. Renée invitò così l’allora giovane stilista tunisino Azzedine Alaïa, talento emergente della scena parigina, a scegliere una selezione di creazioni firmate Cristobal Balenciaga, proponendogli di rielaborarle per dare loro un nuovo aspetto. Ciò tuttavia non avvenne, in quanto si dice che il giovane Alaïa rimase stupito dall'agilità delle forme, dall'architettura dei tagli e dall'abilità tecnica di ogni capo firmato Balenciaga a tal punto che la sua reazione fu pensare che il solo atto di modificarli avrebbe costituito un sacrilegio. Quello che lo stilista fece fu invece portare i capi nella sua abitazione, archiviandoli tra letti di carta di seta. Un evento capace di segnare la carriera e la vita di Azzedine Alaïa, che da quel momento coltivò un profondo rispetto per la storia della moda, considerando l’incontro con le creazioni di Balenciaga al pari di un risveglio creativo. Nonostante i mezzi limitati degli inizi della sua carriera, poi aumentati di pari passo con il suo successo, Alaïa divenne così un collezionista appassionato. Lo spirito curatoriale e l’attitudine da storico lo portarono ad arrivare a essere conosciuto come l'ultimo couturier.
Man mano che la sua notorietà cresceva, Alaïa continuò quindi la sua collezione, radunando l'eredità dei grandi nomi della moda e salvando dall’oblio le maison e i pezzi oggi tra i più ambiti della storia della moda, che grazie al couturier rimasero in Francia. Ma al centro del suo collezionismo ci fu sempre Balenciaga, con cui lo stilista condivideva la passione per l’equilibrio di forme e volumi, oltre a una predilezione per i colori tenui e i neri. Come Balenciaga, anche Alaïa divenne nel tempo una figura della moda silenziosa e impenetrabile, restia alle tendenze passeggere quanto desiderosa di andare controcorrente.

La mostra, sotto la direzione artistica di Olivier Saillard, si sposterà poi a luglio 2020 alla Fondazione Balenciaga a Getaria in Spagna. La mostra fu fortemente voluta dal conte Hubert de Givenchy, che prima della sua scomparsa e pochi mesi dopo la morte di Azzedine Alaïa, propose all’Association Azzedine Alaïa di riunire i due grandi talenti in un unico progetto. Un ulteriore omaggio alla memoria di tre grandi stilisti della moda francese.

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