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Un Militem in Engadina

Abbiamo raggiunto St. Moritz a bordo dell’inarrestabile JIII, punta di diamante dell’atelier tricolore
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In programma c’era il primo weekend del White Turf 2019, una domenica di gare internazionali di cavalli sul lago ghiacciato nel cuore dell’Engadina. Le previsioni per il weekend erano foriere (finalmente, ndr) di neve. Tanta neve.

 

Siamo partiti venerdì mattina dalla capitale meneghina già leggermente imbiancata, a bordo di un veicolo molto speciale, sprovvisto di gomme termiche e senza catene a bordo. Destinazione St. Moritz, quota 1822. Impresa ardua? Non per il JIII, un Wrangler reso unico e inarrestabile da Militem, brand automotive che da poco più di un anno lavora esclusivamente su veicoli a stelle e strisce, operando con minuziosa cura una serie di modifiche sia tecniche che estetiche. E non sono solo gli pneumatici tassellati Mickey Thompson da 35” x 12.5” a cambiare radicalmente l’aspetto di uno dei fuoristrada più celebri, funzionali e apprezzati della storia automobilistica: sono i dettagli a rendere questo JIII una meraviglia a livello estetico, dinamico e soprattutto emozionale.

 

All’esterno l’occhio viene subito catturato dal muso, dove un bull bar anteriore incornicia una mascherina con griglia para radiatore Militem e i gruppi ottici Bi-xeno con DLR a LED.

 

In basso spuntano i fendinebbia dotatati della stessa tecnologia e ai lati del cofano alloggiano due potentissimi fari LED supplementari.

 

Proseguendo verso la zona posteriore, s’apprezza la generosità dei parafanghi ridisegnati e si arriva prima ai gruppi ottici posteriori sempre a LED e poi al portellone di carico con pneumatico di scorta e stop supplementare annesso. 

L’interno è stato ridefinito completamente secondo la visione, il gusto e l’eleganza tipicamente italiani e il profumo della pelle nera con impunture a vista rende la permanenza a bordo, anche per lunghe percorrenze, oltremodo comoda e lussuosa.

Nota: la musica viene diffusa da un impianto audio Alpine con sei altoparlanti e amplificatore da Militem da 460 watt.

 

Non è solo la qualità degli interni a rendere il nostro viaggio estremamente confortevole: l’assetto rialzato tramite Lift Kit Extreme 2.5” e la barra di sterzo (componenti Fox, made in USA) unitamente alle sospensioni rinforzate rendono la marcia autostradale a due ruote motrici e sul misto veloce precisa e dinamica, asperità e buche scompaiono, la trazione posteriore aiuta a chiudere le curve con facilità, mentre l’altezza elevata aiuta a valutare qualsiasi situazione ostica in anticipo.

 

Dopo un’ora di viaggio, lungo la Statale 36 è già ricoperta da un insidioso manto nevoso regolare e gli spargisale sono già in azione con il lampeggiante giallo acceso.

 

Arriva per noi il momento di inserire le quattro ruote motrici, sorpassare i mezzi d’intervento, raggiungere Chiavenna e, dopo aver passato la dogana deserta in mezzo alla tormenta, apprestarci a risalire il passo del Maloja in tutta sicurezza sotto una neve tanto fitta quanto surreale.

 

Ogni tornate è l’occasione per affinare le nostre tecniche di drifting e in poco tempo i tornanti sono già esauriti. 

Facciamo check-in all’Hotel Reine Victoria, che vanta il classico stile art nouveau del tardo XIX secolo: camere eleganti con vista sulle Alpi Engadinesi, saloni che ancora riecheggiano fasti e memorie dei tempi passati e parcheggio scoperto. L'edificio sorge esattamente di fronte all'Ovaverva, SPA e complesso sportivo di recente inaugurazione, in cui i clienti dell'Hotel possono accedere gratuitamente fino alle 22.

 

Fuori continua a nevicare. 

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Tempo di raggiungere il ristorante che si trova di fianco al trampolino di salto olimpico, dopo alcuni tornanti in mezzo ad un bosco e la neve fresca in strada supera già i venti centimetri.

 

Usciti dalla cena, il manto bianco ci arriva oltre le ginocchia. La JIII esce dal parcheggio a lei riservato con disinvoltura e facilità, senza batter ciglio. 

 

Durante la discesa di rientro, ne approffitiamo per capire che effetto fa incrociare una JIII in notturna. Incontri ravvicinati del terzo tipo.

 

Un momento di leggera difficoltà arriva il mattino seguente, dopo la colazione, perché durante la notte non ha mai smesso di nevicare. Ci sono station wagon e SUV tedeschi, con i loro proprietari armati di pale, intenti già da tempo a spalare la neve per sbloccare i loro gioielli bloccati e con le quattro ruote motrici che giravano a vuoto.

 

Capiamo quindi che è arrivato il momento di testare la JIII a fondo e innestiamo le ridotte. Tempo d’uscita dal parcheggio dove la maggior parte delle auto giaceva sepolta o inamovibile: 4 minuti e 31 secondi.

Il motore 2.8 turbodiesel da 200 CV e 460 Nm di coppia si è rivelato parsimonioso e brillante al bisogno. È stato molto semplice viaggiare ad una media di 10 km/l anche durante le quattro ore impiegate per raggiungere Milano al ritorno, via Bernina perché il Maloja era chiuso per la neve del giorno precedente.

 

La JIII di Militem ha moltissimi pregi. È un auto molto particolare, fatta con cura maniacale e con dettagli ad hoc che fanno sempre la differenza. Non passa mai inosservata e la sua qualità più grande è quella di far sentire chi si trova a bordo esclusivamente unico. Anche a St. Moritz, dove le vetture a quattro ruote motrici d’alto lignaggio abbondano senza soluzione di continuità.

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