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Ferrari J50

La J50 arà prodotta in soli dieci esemplari.
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Ferrari, per festeggiare i suoi cinquant’anni di storia nella terra del Sol Levante (nel 1966 fu registrata e messa su strada la prima vettura di Maranello, una 275 GTB, ndr.) ha presentato al National Art Center di Tokyo un nuovo modello in serie limitata: la J50.

Questa fuoriserie, una roadster a due posti secchi, sarà prodotta in soli dieci esemplari e monta lo stesso V8 biturbo di 3.9 litri della 488 spider da cui deriva, qui sapientemente massaggiato per raggiungere quota 690 cavalli. Il motore è incorniciato da una copertura in policarbonato trasparente, una specie di oblò delle meraviglie su cui affacciarsi e rimanere in silenzio. Tenendosi una mano sul cuore. Le superfici vetrate sono molto avvolgenti, tipico stile barchetta (ricordate la Pininfarina Sergio, presentata a Ginevra nel 2013?). I fianchi, muscolosi e aggressivi, premono questo cuneo perfetto verso la propria parte anteriore; nel fare ciò sono coadiuvati da una linea di fuga scura che dal muso sale verso i finestrini (la cui linea non è parallela a terra, come ci si aspetterebbe) per poi perdersi nelle generose prese d’aria poste a ridosso delle ruote posteriori. La sua coda sofisticata è frutto di un interscambio tra nuovi temi grafici ed elementi tridimensionali: dominano la doppia coppia di luci posteriori e il nuovo, cattivissimo, profilo estrattore ispirato ai postbruciatori dei caccia da superiorità aerea. La vettura sarà interamente personabilizzabile, quindi le dieci vetture saranno probabilmente molto diverse tra loro. I suoi possessori hanno di norma un certo gusto e la tendenza al volersi sempre distinguere.

A fronte di tutto ciò, il tettuccio in carbonio è removibile, manualmente: bisogna fermarsi con la vettura, smontarlo, ripiegarlo in due e riporlo dietro gli schienali tutte le volte che si vuole vedere il cielo. Pare non sia lavoro semplice, ma questo momento analogico, dall’indubbio gusto retrò, sarà l’occasione migliore per posare il nostro sguardo su questa meravigliosa vettura, se il destino sarà così favorevole da farcene incontrare una.

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